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Juventus-Napoli, quasi 300 milioni fermi ai box: Spalletti ha 18 giocatori di movimento, Allegri 16

Domani alle 20:45 all'Allianz Stadium le due squadre a 14 punti arrivano con le rose ridotte all'osso: otto assenze per noi, sette per il Napoli. Per la Juve è il conto di una stagione con 16 giocatori passati dall'infermeria.

Una seduta di allenamento
Una seduta di allenamento — Foto: Paskwiki · CC BY-SA 3.0

Otto assenti per Spalletti, sette per Allegri. Juventus-Napoli, domani alle 20:45 all'Allianz Stadium, si gioca con le due rose ridotte all'osso. Spalletti avrà a disposizione 18 giocatori di movimento della prima squadra, Allegri appena 16. Se si sommano i valori di mercato degli assenti forzati delle due squadre, si arriva a quasi 300 milioni.

Il nostro elenco lo conosciamo a memoria. Manca il capitano Locatelli, fermo per una lesione al menisco. Yıldız ha una frattura al metatarso e salterà Napoli, AZ e Fiorentina: tornerà in gruppo tra la seconda metà e la fine di novembre. Çelik ha un problema al bicipite femorale e starà fuori tre settimane, González ha un problema al soleo e ne avrà per un mese. Conceição è fermo per la spalla e rientrerà dopo la sosta. Thuram resta in infermeria, Grabara ha un infortunio grave. L'unico rientro è Ekhator, che era tra gli otto indisponibili di Genova e ha ripreso ad allenarsi dopo due mesi di stop per lo stiramento alla coscia di fine agosto.

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Dall'altra parte la perdita più pesante è Lobotka, fuori per una lesione alla caviglia. E Allegri sarà in panchina solo se verrà accolto il ricorso d'urgenza contro le due giornate di squalifica, che gli sono costate anche una multa di 10mila euro.

Le assenze non spiegano Genova

Un punto va messo in chiaro prima che diventi un alibi. Il Napoli arriva a Torino con un'emergenza simile alla nostra e intanto ne ha fatti quattro a Monza, salendo a 14 punti come noi, con 17 gol fatti e 11 subiti. Noi invece a Marassi abbiamo avuto il 63% di possesso e tirato tre volte in porta, mentre al Genoa sono bastati due tiri nello specchio. Con le riserve si può perdere qualche duello. Ma che la squadra non abbia lottato l'ha detto McKennie («Il Genoa ha lottato, noi no»), e l'infermeria non c'entra.

Allo stesso tempo, il numero degli infortuni non è una sfortuna da accettare in silenzio. In questa stagione sono già passati dall'infermeria 16 giocatori, e dal 2019 la preparazione atletica ha cambiato nove responsabili. Sono due dati che chiamano in causa la società prima ancora dell'allenatore: come si lavora alla Continassa, chi lo decide, perché ogni anno ci ritroviamo a fare l'elenco degli assenti. Un club con il monte ingaggi più alto della Serie A, 142 milioni, non può permettersi di pagare così tanti giocatori che non vanno in campo.

Ed è qui che arriva la domanda scomoda. Gli stessi giocatori, secondo la loro versione, mettono sotto accusa gli allenamenti di Spalletti. Se questa lettura venisse confermata, l'infermeria piena smetterebbe di essere soltanto un problema di numeri e finirebbe nel processo all'allenatore. Per ora resta un sospetto, il nostro.

Con quello che c'è, la Juve dovrebbe giocare con Kolo Muani e Woltemade in attacco, Koopmeiners avanti su Sarr, Cambiaso a sinistra e Kalulu confermato. Siamo ottavi, a sei punti dal quarto posto. Domani sera all'Allianz Stadium, contro un Napoli corto quanto noi, le assenze non potranno essere la scusa.

Fonte: La Gazzetta dello Sport

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