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«Ricordatevi che siete alla Juve!»: Carnevali blinda Spalletti e mette la crisi sulle spalle dei giocatori

Alla Continassa l'amministratore delegato ha ribadito che la proprietà sta con l'allenatore e ha messo in guardia uno per uno i giocatori della rosa. Per la società Marassi non è stato un problema di modulo: è mancata la voglia. Domani alle 20:45 arriva il Napoli.

Carnevali con la maglia del Juventus
Carnevali con la maglia del Juventus — Foto: businesspeople.it

«Ricordatevi che siete alla Juve!». Il discorso di Giovanni Carnevali dopo il 2-0 di Genova, raccontato da noi nelle ore successive al confronto, adesso ha un contenuto preciso. Sui campi della Continassa l'amministratore delegato ha riunito la squadra per due motivi. Il primo era ripetere che la proprietà sta con Luciano Spalletti. Il secondo era ammonire, senza giri di parole, ogni singolo giocatore della rosa.

L'elenco dei destinatari è quasi un atto d'accusa. Ci sono i nuovi arrivati. C'è chi si è abituato a pretendere senza aver dimostrato niente. C'è chi pensa di comandare lo spogliatoio e scarica le proprie amnesie sulla panchina. E c'è chi va ancora a caccia di alibi, un'abitudine che negli ultimi tre anni ha portato tre esoneri e altrettanti ribaltoni in società. Il messaggio è uno solo: l'allenatore per ora non si tocca, sono i calciatori che devono darsi una sveglia.

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Carnevali questo faccia a faccia senza filtri lo teneva in tasca da tempo, ma aveva scelto di non farlo. Era convinto che i giocatori avrebbero risposto da soli, in campo e fuori, alle brutte prove con Sassuolo e Lazio. E voleva rispettare Spalletti, il suo staff e i confini di competenza dentro il club. Genova ha fatto saltare quella prudenza. Per l'amministratore delegato la sconfitta del Ferraris non c'entra niente con moduli, turnover o scelte tattiche: è mancata la grinta, è mancato l'orgoglio. È la stessa linea di McKennie, che dopo la partita aveva tolto di mezzo la tattica, e di Spalletti, che al termine della gara aveva detto: «Bisogna andare a vedere se in questo momento questi giocatori ce l'hanno questo “tutto”». E poi: «Si è vista poca roba, poca lotta. Ed è un tema che affrontiamo dall'inizio dell'anno».

Il conto che manca nel discorso

Qui serve essere lucidi. Che a Genova sia mancata la voglia lo dicono i numeri: una squadra con il 63% di possesso che nel primo tempo fa un solo fallo non ha lottato. Che la nuova dirigenza voglia chiudere con la «ghigliottina» facile, dopo sei allenatori dal 2019, è una scelta che si può anche condividere. Ma se la colpa non è del modulo e non è dell'allenatore, resta una domanda che il discorso della Continassa non affronta. Questa rosa l'ha costruita nell'estate 2026 la stessa dirigenza che oggi la mette sotto accusa. I nuovi arrivati richiamati all'ordine sono acquisti di Carnevali, Massara e Ottolini. E un allenatore che dice «ammesso che questi calciatori ce l'abbiano» sta parlando anche del mercato. Prendersela solo con lo spogliatoio è comodo: protegge chi ha scelto i giocatori.

C'è poi il silenzio. Davanti a Carnevali e Spalletti nessun giocatore ha preso la parola, e da venerdì sera la squadra è in ritiro alla Continassa fino al Napoli, con la possibilità di prolungarlo. Un gruppo che non risponde quando l'amministratore delegato gli chiede conto non è un gruppo che si è svegliato. Per ora è solo un gruppo che ha ricevuto un ultimatum.

Il primo verdetto arriva domani alle 20:45 all'Allianz Stadium, dove la Juventus non vince da 39 giorni. Contro c'è un Napoli che ha i nostri stessi 14 punti. Siamo ottavi, a sei punti dal quarto posto e a undici dalla vetta. Martedì 3 novembre gli azionisti votano un aumento di capitale fino a 250 milioni. Carnevali ha scelto da che parte stare. Domani tocca ai giocatori dimostrare che aveva ragione a stare con l'allenatore.

Fonte: Tuttosport

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