Carnevali parla alla squadra dopo Genova, poi il ritiro: alla Continassa da venerdì sera fino al Napoli
Dopo il 2-0 del Ferraris l'amministratore delegato ha riunito i giocatori con un discorso duro. Al termine del confronto Spalletti ha deciso il ritiro, e la società lo ha condiviso: la squadra resta chiusa alla Continassa fino a domenica.

La prima conseguenza del 2-0 di Genova non tocca la panchina, ma lo spogliatoio. Giovanni Carnevali ha messo tutti a rapporto e ha parlato alla squadra con un discorso duro. Alla fine del confronto Luciano Spalletti ha deciso il ritiro e la società lo ha condiviso. Da domani sera, venerdì 30 ottobre, la Juventus resterà alla Continassa fino alla partita di domenica contro il Napoli, alle 20:45 all'Allianz Stadium.
Stavolta ha parlato l'amministratore delegato.
I motivi sono nei numeri. La Juventus è ottava con 14 punti dopo nove giornate: 4 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte. Il Como, quarto, è a sei punti, Inter e Lazio in testa sono a undici. Prima del Ferraris eravamo sesti. Al Genoa sono bastati due tiri nello specchio per chiudere la partita entro il 28', con Ehizibue e Baldanzi. Noi abbiamo avuto il 63% di possesso e tirato tre volte in porta. Intanto il Napoli ha vinto 4-1 a Monza e ci ha raggiunti a 14 punti: domenica allo Stadium arriva una squadra con la nostra stessa classifica.
In dieci giorni è il secondo confronto. Il primo, fra Spalletti e la squadra, c'era stato il 20 ottobre, dopo lo 0-3 con la Lazio. Poi sono venuti il 2-2 con il Rennes e il passaggio al 3-5-2 a Lecce, dove abbiamo vinto 0-2. Infine Genova. Il 22 ottobre Carnevali aveva detto pubblicamente che «alla Juve la panchina scotta». Adesso quel messaggio lo ha portato direttamente ai giocatori.
La nostra lettura è questa. Il ritiro l'ha deciso Spalletti, e la società l'ha appoggiato: l'allenatore resta al centro, ma resta anche senza alternative. Se domenica va male, non c'è una seconda misura da prendere. C'è poi una domanda scomoda. Il ritiro può pretendere più intensità, ma non risolve i limiti di una rosa che ha il monte ingaggi più alto della Serie A, 142 milioni, e che a Genova ha girato a vuoto. Chi allena risponde delle scelte. Chi ha costruito la squadra, Frederic Massara e Marco Ottolini, risponde della rosa. McKennie lo ha detto a modo suo: «siamo tutti colpevoli». Il ritiro vale per tutti, ma le colpe non sono le stesse per tutti.
È anche la settimana della società. Martedì 3 novembre l'assemblea degli azionisti vota un aumento di capitale fino a 250 milioni, dopo una perdita di 66 milioni, la nona di fila. Sulla panchina restano i nomi che vi abbiamo già raccontato: Pioli come traghettatore, Simone Inzaghi e Farioli per un nuovo ciclo, e la sosta come momento della scelta.
Domenica arriva il Napoli. Allegri sarà in panchina solo se verrà accolto il ricorso contro la squalifica. Dopo ci sono l'AZ Alkmaar in Europa League e la Fiorentina, poi la sosta dal 9 al 17 novembre. Prima di tutto questo, due notti chiusi alla Continassa. Domenica sera sapremo se il ritiro ha cambiato qualcosa.
Fonte: Sportmediaset




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