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Gotti mette il dito sulla piaga: «La Juve non verticalizza», e Spalletti deve trovare la soluzione

Due giorni dopo lo 0-3 con la Lazio l'analisi di Luca Gotti riduce la crisi a un problema di gioco: la squadra non va in verticale e crea meno di quanto dovrebbe. Giovedì alle 18:45 contro il Rennes la risposta spetta all'allenatore.

Gotti
Gotti — Foto: tag24.it

«La squadra non verticalizza e non riesce a creare un numero di occasioni da gol in linea con quanto creato in altre situazioni di gioco. Spalletti deve trovare una soluzione a questo problema». Luca Gotti riduce a due frasi quello che l'Allianz Stadium ha visto domenica sera, e lo fa senza girare intorno alle responsabilità: il problema è di gioco, e la soluzione la deve trovare chi allena.

I numeri dello 0-3 con la Lazio danno ragione a quella lettura. La Juventus ha tenuto il 58% del possesso e ha chiuso con 8 tiri, appena 2 nello specchio. La Lazio, con il 42% del pallone, ne ha fatti 9, 3 in porta, e ha segnato con tutti e tre: Provstgaard al 37', Isaksen al 66', Dele-Bashiru all'89'. Vicario ha finito la serata senza una parata. Sei fuorigioco contro uno, con il gol di Kolo Muani annullato al 25' e confermato dal Var, raccontano una squadra che il campo lo attacca male e in ritardo, non una squadra che non ci prova.

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È qui che la parola «verticalizzare» smette di essere un vezzo da analista e diventa la fotografia di un pomeriggio di possesso sterile. Palla tenuta, palla spostata, palla persa: e dall'altra parte tre tiri in porta, tre gol. Il tridente scelto da Domenichini in panchina, con Spalletti squalificato in tribuna, era Conceição, Alajbegović e Woltemade: Woltemade in campionato è ancora a secco, e ora Conceição non c'è più fino alla sosta per la lussazione alla spalla sinistra.

Il contesto rende il quadro più pesante. Dopo 7 giornate la Juventus è ottava con 11 punti, a 8 dalla coppia Inter-Lazio e dietro anche a Roma e Milan. A Vigo, con Kolo Muani unico centravanti e Douglas Luiz, McKennie e Sarr in mezzo, i gol erano arrivati nel secondo tempo con Woltemade e con Kolo Muani al 90': stessa squadra, altra partita, altra produzione. Proprio questo è il punto di Gotti: le occasioni ci sono state in certe situazioni di gioco e sono sparite in altre, e un allenatore con un contratto fino a giugno 2028 ha il dovere di spiegare perché.

La domanda che ci portiamo al bar è semplice e scomoda: una squadra che ha il monte ingaggi più alto della Serie A può permettersi di non avere un'idea per andare in porta quando l'avversario si chiude? Non ci interessa il dibattito sui nomi per la panchina, che la società ha già aperto e che noi abbiamo raccontato. Ci interessa che domenica, allo Stadium, nessuno ha visto un piano B. E Gotti lo dice con l'eleganza di chi allena: la soluzione tocca a Spalletti.

Giovedì alle 18:45 arriva il Rennes, in Europa League, torneo che Carnevali ha indicato come obiettivo dichiarato. Senza Conceição, con Boga appena rientrato e un reparto offensivo che deve decidere se Kolo Muani e Woltemade possono convivere, non è una serata per il possesso fine a se stesso.

Verticalizzare, per una volta, vuol dire anche tirare in porta.

Fonte: Sky Sport

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