Conosci il nemico: il Lecce delle quattro salvezze di fila, due punti sotto di noi
Domenica alle 18 al Via del Mare troviamo una squadra che ha imparato a restare in Serie A e che con una vittoria ci passerebbe davanti. Noi ci arriviamo con lo 0-3 contro la Lazio e il 2-2 di ieri con il Rennes ancora addosso.

Il Lecce che ci aspetta domenica alle 18 al Via del Mare è una squadra che ha imparato a restare in Serie A. Quella in corso è la sua ventunesima stagione nella massima serie e arriva dopo quattro salvezze consecutive. Per il club salentino è un record: prima di questo ciclo non era mai rimasto in A per più di tre stagioni di fila. Dopo sette giornate i giallorossi sono dodicesimi con 9 punti, 9 gol fatti e 12 subiti, due punti sotto di noi. Dopo sette turni è un dato che fotografa il momento, non il valore della squadra.
Dietro c'è una gestione stabile. Dal 2015 il club appartiene a un gruppo di imprenditori leccesi guidato dall'avvocato Saverio Sticchi Damiani, che ne è anche presidente. Con questa proprietà il Lecce ha vinto la Serie C nel 2017-18 e con Fabio Liverani ha fatto il doppio salto fino alla A. Poi è tornato in B, l'ha vinta nel 2021-22 e da allora non è più sceso. In panchina oggi c'è Eusebio Di Francesco: tocca a lui allungare una serie che a Lecce non si era mai vista.
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Dove possono farci male
Il primo pericolo è la classifica stessa. Con una vittoria il Lecce ci passerebbe davanti, e per una squadra nata per salvarsi scavalcare la Juventus in casa propria è una partita che si prepara da sola. In attacco i salentini hanno segnato quanto noi, 9 gol in sette giornate. La porta avversaria la trovano con la stessa frequenza con cui la troviamo noi, e la nostra rosa è stata costruita per rientrare in Champions League, non per stare a pari con chi punta alla salvezza.
Il Via del Mare, dove il Lecce gioca dal 1966, ha 31.461 posti omologati. Con noi c'è un precedente che a Lecce ricordano bene: nel 1985-86, già retrocessi, i giallorossi andarono a vincere all'Olimpico contro la Roma alla penultima giornata e le tolsero lo scudetto, che finì alla Juventus dopo la vittoria proprio al Via del Mare nell'ultimo turno. È una squadra che, anche quando non aveva più niente da giocarsi, ha saputo togliere punti a chi lottava per il vertice.
Dove si può colpire
Il dato da cui partire sono i 12 gol subiti in sette giornate, più di uno e mezzo a partita. In Serie A ne hanno incassati di più solo sette squadre. È lì che va cercata la partita, ma per riuscirci serve un attacco che alla sua ultima gara di campionato, lo 0-3 contro la Lazio all'Allianz Stadium, non ha segnato. Una difesa che concede quanto quella del Lecce va attaccata dal primo minuto, non aspettata.
Noi arriviamo a Lecce con lo 0-3 contro la Lazio ancora addosso e con il 2-2 di ieri contro il Rennes in Europa League: eravamo in vantaggio, siamo finiti sotto e l'abbiamo ripresa su rigore. Locatelli, Yıldız e Thuram sono ancora fuori, Conceição tornerà solo dopo la sosta di novembre e Çelik è uscito all'intervallo con il Rennes per un fastidio alla coscia destra, con le condizioni da valutare. Luciano Spalletti non ha margine: una sconfitta ci metterebbe dietro al Lecce, e per una squadra che deve tornare in Champions sarebbe un'altra domenica impossibile da spiegare.




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