Conosci il nemico: la Fiorentina giovane di Paratici, con Mastantuono e Njie da tenere d'occhio
Una squadra costruita sul futuro, sedicesima con 8 punti e 23 gol subiti in dieci giornate. Dietro i numeri ci sono velocità e talento: è lì che domenica al Franchi bisogna stare attenti.

La Fiorentina che ospita la Juventus domenica alle 20:45 al Franchi è sedicesima con 8 punti in dieci giornate: 15 gol fatti e 23 subiti. È un dato, non un giudizio. Per capire chi sono i viola bisogna guardare le scelte dell'estate. Il club ha deciso di investire sul futuro, soprattutto da quando è arrivato il direttore sportivo Fabio Paratici: una rosa piena di giovani di prospettiva, costruita con una visione pluriennale e con la consapevolezza di dover attraversare una fase di crescita. È una squadra che paga ancora qualcosa in continuità, ma ha qualità individuali vere.
Vanoli e una squadra da far crescere In panchina c'è Paolo Vanoli, già alla guida della Fiorentina la stagione scorsa. Il progetto tecnico punta sulla crescita dei giovani, e chi lo segue da vicino gli chiede un passo in più: più coraggio, una squadra più propositiva. L'intermediario Costantino Nicoletti lo ha definito un allenatore «timoroso» e ha detto che «alcune scelte lasciano perplessi», aggiungendo però che «va sostenuto» e che «nessuno chiede la sua testa». La società, dal canto suo, non ha in programma di esonerarlo. Finora il limite più evidente è stato l'organizzazione difensiva nei momenti delicati delle partite.
Il nome da cerchiare in rosso è Franco Mastantuono. Nel 2-2 con l'Atalanta è stato il giocatore che ha messo più in difficoltà la difesa nerazzurra: quando si accendeva sul suo lato, Bernasconi lo soffriva, soprattutto in velocità. È il tipo di giocatore che punta l'uomo e cerca l'uno contro uno, e contro di lui la nostra fascia dovrà accorciare in fretta e non lasciargli campo aperto. Mastantuono è il talento attorno a cui ruota buona parte della pericolosità viola.
Leggi anche Conosci il nemico: il Lecce delle quattro salvezze di fila, due punti sotto di noi
Accanto a lui c'è Alassane Njie, l'attaccante più mobile della squadra. Contro l'Atalanta ha firmato l'1-1 sbucando alle spalle di Zappacosta: un movimento senza palla, letto prima del difensore. Il 2-1 è arrivato con Joao Mario, su una deviazione di Obric. A centrocampo c'è Inao Oulai, ivoriano classe 2006, che al Mondiale ha già fatto vedere il suo talento e su cui il club punta molto: lo vede come un centrocampista da 50-60 milioni nel giro di uno o due anni. Deve ancora adattarsi ai ritmi e alle richieste tattiche della Serie A.
Dove si può colpire Il punto debole sta nei numeri della difesa: 23 gol subiti in dieci giornate, una delle retroguardie più battute del campionato. Contro l'Atalanta la Fiorentina è andata sotto e, dopo il sorpasso, si è fatta riprendere da Zalewski. Senza Joao Mario, anche il secondo gol sarebbe mancato senza il portiere: David De Gea ha tolto la doppietta a De Ketelaere nel finale e ha fermato con un miracolo il colpo di testa di Krstovic. Un portiere così può tenere in piedi una partita da solo, e va messo alla prova con continuità.
Noi arriviamo a Firenze dopo l'1-2 di Alkmaar in Europa League e con due risultati utili di fila in tutte le competizioni. In campionato siamo settimi con 17 punti. Al Franchi la Juve è la rivale per eccellenza, e lo sappiamo. La partita si decide su due cose: non concedere campo a Mastantuono e Njie e attaccare con insistenza una difesa che quest'anno ha preso tanti gol. Se la Juve gioca con l'intensità che la piazza pretende, a Firenze se la può giocare.
Fonte: Rassegna stampa




La parola alla Curva
Nessuno ha ancora parlatoPer commentare entra nella Curva — gratis, senza password.