Dieci punti, otto gol, un solo scivolone: cosa dicono davvero i numeri della Juve dopo cinque giornate
Settimo posto, media di due punti a partita e una sola sconfitta in cinque gare: prima di guardare al Cagliari, vale la pena leggere con calma i numeri che la squadra si è costruita da sola.

Dieci punti in cinque giornate, gol fatti e subiti 8-4, settimo posto in classifica: sono i numeri con cui la Juventus arriva alla trasferta di Cagliari. Non bastano cinque partite per dire che squadra sarà quest'anno, e infatti qui non si fanno proclami: si guarda solo quello che il campo ha già restituito.
Tre vittorie, un pareggio, una sola sconfitta. La sequenza, in ordine di giornata, è stata vittoria a Frosinone, vittoria col Parma, pareggio in casa col Milan, sconfitta a Sassuolo, vittoria con l'Atalanta. L'unico passo falso resta quello di Sassuolo, 3-2: l'unica delle cinque gare in cui la Juve ha subito più di un gol.
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Ed è un dato che pesa sulla lettura della difesa: nelle altre quattro partite la porta bianconera ha incassato un solo gol complessivo, con tre clean sheet su cinque (Frosinone, Parma, Atalanta). Togli la gara di Sassuolo e il bilancio defensivo è quasi perfetto; mettila dentro, e i quattro gol subiti in totale diventano tre arrivati in una sola serata.
In attacco il rendimento è più lineare: otto gol in cinque partite, una media di 1,6 a gara, mai più di due reti segnate nella stessa partita. Non è un attacco che sommerge gli avversari, ma è bastato a vincere tre volte su cinque segnando con ordine, non con le fiammate.
La distanza dal quarto posto
Il dato che conta più degli altri riguarda la classifica: davanti alla Juve, a tre punti, ci sono Roma, Inter e Lazio, tutte a 13. Ma il numero che si misura davvero in questo momento è un altro: il quarto posto, quello buono per la Champions, è occupato dal Cagliari con 12 punti, appena due in più dei bianconeri. Ed è proprio il Cagliari il prossimo avversario, domenica 11 ottobre all'Unipol Domus: una partita che, numeri alla mano, vale esattamente quella distanza. Vincerla significherebbe tornare a contatto con l'obiettivo stagionale; perderla la allargherebbe. Di proiezioni, a questo punto della stagione, non ne servono: basta sapere cosa c'è in palio.



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