Juve-Napoli 2-0: Spalletti respira, ma 17 punti dopo 10 giornate dicono che il lavoro è solo cominciato
Il 2-0 all'Allianz Stadium evita il secondo ko interno di fila, che non capitava dal marzo 2011. Ma il 7° posto e i sei punti dal quarto dicono che una sera non cancella un ottobre.

Il dato da cui partire è quello che ci faceva paura: due sconfitte di fila in casa non le perdiamo dai tempi di Delneri, marzo 2011, e dopo lo 0-3 con la Lazio il rischio era concreto. Con il Napoli è arrivato invece un 2-0 firmato da Alajbegović al 70' e da Boga all'87'. Spalletti respira, e per come eravamo arrivati alla partita è già una notizia.
I numeri della gara raccontano una Juve che ha spinto: 18 tiri a 7, 4 in porta contro 1, 13 corner a 4. Il possesso, però, è stato quasi pari: 49% noi, 51% il Napoli. Una squadra che tira così tanto senza tenere il pallone ha trovato la strada soprattutto quando la partita si è spezzata, con gli ospiti rimasti in dieci.
Una partita decisa dalla panchina
Il primo tempo non ha prodotto nulla, e l'idea che la svolta sia nata dai cambi resta la lettura più onesta. Gatti è entrato al 45+1', Zhegrova al 59' con l'assist per Alajbegović al 70', Boga al 72' con il gol all'87' su passaggio di Cambiaso. Chi era partito titolare davanti, Kolo Muani e Woltemade, non ha lasciato il segno: Woltemade in Serie A non è ancora andato in gol, Kolo Muani ne ha uno in otto partite da titolare fino al 28 ottobre.
È questo il punto che non vogliamo nascondere. Una vittoria giusta, ma costruita da chi è partito in panchina: e la domanda scomoda è perché la squadra debba aspettare un'ora per trovare ritmo e idee. Ci porta a casa tre punti, non una risposta.
La classifica non fa sconti
Con 17 punti la Juventus è 7ª dopo 10 giornate (5 vittorie, 2 pareggi, 3 sconfitte, gol 13-10). Davanti ci sono Lazio a 28, Inter a 25, Roma a 24 e Como a 23: il quarto posto, il nostro obiettivo minimo visto che quest'anno la Champions non c'è, dista sei punti. Prima del Napoli eravamo a 14, a pari merito con Napoli e Bologna: la sera ci ha tolto dalla zona più scomoda, non ci ha messo in corsa per qualcosa.
C'è anche un'incognita nuova: McKennie non è rientrato dopo l'intervallo per un problema all'adduttore e per ora non risultano esami né tempi di recupero. Si aggiunge a un'infermeria già piena, con Yıldız fuori fino a fine novembre.
Giovedì 5 novembre alle 21 all'AFAS Stadion c'è l'Alkmaar in Europa League, torneo a sé, senza Yıldız. Poi la Fiorentina in campionato, prima della sosta dal 9 al 17 novembre: lì capiremo se il 2-0 al Napoli era l'inizio di qualcosa o solo la serata in cui i cambi hanno funzionato.
Il video ufficiale
Fonte: Eurosport.it



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