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Stasera il Napoli può riportarci al marzo 2011: due sconfitte di fila in casa non le perdiamo dai tempi di Delneri

Dopo lo 0-3 con la Lazio, una sconfitta stasera all'Allianz Stadium varrebbe il secondo ko interno consecutivo in campionato. L'ultima volta è successo nel marzo 2011, quando lo stadio nuovo non c'era ancora. In questo inizio di stagione la Juve fa 1,75 punti a partita in casa, il dato più basso da quando gioca all'Allianz Stadium.

Lo stadio Allianz Stadium di Torino
Lo stadio Allianz Stadium — Foto: Matteo Aresca 05 · CC BY-SA 4.0

L'ultima volta che la Juventus ha perso due partite di campionato di fila davanti ai suoi tifosi era il marzo 2011: prima il Bologna, poi il Milan. L'Allianz Stadium non era ancora stato inaugurato e in panchina c'era Gigi Delneri. Quella è anche l'unica stagione delle ultime 17 in cui la Juve non si è qualificata alle coppe sul campo. Stasera alle 20:45 arriva il Napoli. Se perdiamo, quel precedente torna d'attualità, e dopo lo 0-3 con la Lazio di 14 giorni fa non è un'ipotesi lontana.

Della media di 1,3 punti a partita nelle ultime sei gare interne abbiamo già scritto: due vittorie, con Parma e Atalanta, poi i pareggi con Verona e Milan e le sconfitte con Fiorentina e Lazio. Il dato nuovo è un altro. Se contiamo solo le quattro partite in casa di questo campionato, gli 1,75 punti a gara sono il rendimento più basso di sempre della Juve nel nuovo stadio. Il campione è ancora piccolo, ma un dato più basso di così non l'abbiamo mai avuto.

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Da fortino a peso

Il contrasto con il passato fa male. Dall'1 settembre 2011, quando lo stadio è stato inaugurato contro il Parma, fino allo 0-3 con la Lazio, la Juve ci ha giocato 289 partite di campionato: 214 vittorie, 54 pareggi, 21 sconfitte. Ma quelle 21 sconfitte non sono distribuite in modo uniforme. Nei nove anni degli scudetti consecutivi se ne contano appena 6. Le altre 15 sono arrivate nelle ultime sei stagioni più le prime quattro gare di questa, con Pirlo, Allegri, Thiago Motta, Tudor e Spalletti in panchina. Nessuno di loro ha mai lottato davvero per il titolo. Già nel 2021/22 e nella scorsa stagione la media in casa era scesa sotto i 2 punti a partita. Dieci anni fa lo stesso stadio aveva visto 33 vittorie consecutive tra il 2015/16 e il 2016/17: oggi quella striscia misura soprattutto quanta strada abbiamo perso.

Il punto di rottura, per noi, ha una data precisa: lo 0-2 con la Fiorentina dello scorso maggio. Era un'avversaria già salva e senza niente da chiedere al campionato, e la squadra di Spalletti si giocava un match ball per la Champions League. L'ha sprecato in casa. Da lì il calo è stato verticale. Dopo la Lazio Bremer l'ha detto senza giri di parole: «c'è chi sente i fischi si nasconde e ha paura e chi no».

È la frase più pesante della stagione, e non per i fischi. Se un giocatore della Juve ha paura di giocare all'Allianz Stadium, il problema non si risolve con il modulo e nemmeno con il ritiro alla Continassa. A noi viene un dubbio, e lo diciamo: forse questa rosa è stata costruita senza chiedersi chi regge il peso di questa maglia nel suo stadio. Chi allena risponde di come la squadra scende in campo, ma chi l'ha messa insieme risponde di quanti caratteri ci sono dentro. Mercoledì a Genova quel carattere non si è visto, e il 2-0 del Ferraris è arrivato proprio contro una squadra che giocava in casa sua.

La classifica non concede margini. Siamo ottavi con 14 punti, a -7 dal quarto posto e a -11 dalla vetta. Il Napoli di Allegri arriva con gli stessi nostri punti. Spalletti ha 18 giocatori di movimento a disposizione e deve fare a meno di otto assenti, tra cui Locatelli e Yıldız. Poi ci sono l'AZ in Europa League, la Fiorentina e la sosta, la finestra in cui si dice che la società potrebbe decidere sulla panchina.

Stasera non conta solo il risultato contro una pari grado. Si vedrà se l'Allianz Stadium è ancora casa nostra o è diventato un posto dove qualcuno ha paura di sbagliare.

Fonte: La Gazzetta dello Sport

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