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Ultimi in Serie A per percentuale di tiri dall'interno dell'area: il dato che spiega la fatica a segnare

Dopo 8 giornate la Juventus ha 11 gol fatti, ma nella classifica dei tiri presi da dentro l'area è l'ultima del campionato. Un dato che a Lecce, col 2-0, è passato in secondo piano.

Ultimi in Serie A per percentuale di tiri dall'interno dell'area: il dato che spiega la fatica a segnare
Ultimi in Serie A per percentuale di tiri dall'interno dell'area: il dato che spiega la fatica a segnare — Grafica Arena Juve

Il 2-0 del Via del Mare ha portato un po' di sereno, ma c'è un numero che il risultato non cancella: nella percentuale di conclusioni scoccate dall'interno dell'area la Juventus è ultima in Serie A. Ultima, non penultima. Per una squadra che dice di voler tornare in Champions è un dato che pesa.

Vanno messi accanto a quel numero i gol: 11 in 8 giornate, contro 8 subiti, con un bilancio di 4 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte e 14 punti. La Juve segna, quindi, ma lo fa spesso in modo laterale. A Lecce il vantaggio è arrivato al 29' su una punizione, con McKennie che ha chiuso l'azione dopo l'assist di Douglas Luiz. Il raddoppio è del 41': ancora Luiz, servito da Gatti. In 12 minuti la partita è stata decisa, con 2 tiri in porta e 2 gol, mentre il Lecce ne ha scoccati 16 contro i nostri 8.

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Il raddoppio e la punizione non sono un'accusa, perché i gol contano comunque. Ma la domanda che ci portiamo al bar è un'altra: quanto dura una squadra che trova la rete più spesso su calcio piazzato o con episodi che con una manovra che porta i giocatori davanti al portiere? Contro la Lazio, nello 0-3 del 18 ottobre, il possesso è stato del 58% con 8 tiri e 2 in porta, senza un gol. Contro il Rennes, il 2-2 è arrivato con 14 tiri contro 16, con un gol di Çelik al 5' e un rigore di Woltemade al 67'.

Il dato non dice tutto: non spiega quanto abbia pesato l'infermeria, con Yıldız fermo dalla frattura al quinto metatarso e Conceição fuori per la spalla, né quanto le assenze di Locatelli, Çelik e González abbiano cambiato l'assetto. Ma la Juve ha il compito di costruire occasioni vicino alla porta, e per ora la media dice che non ci riesce abbastanza. Chi ha il compito di risolverlo è Spalletti, che da due partite ha scelto le due punte con Woltemade e Kolo Muani.

Mercoledì alle 20:45 al Ferraris contro il Genoa si capirà se Lecce è stato un punto di svolta o solo una serata azzeccata. Il dato da guardare non sarà il risultato, ma da dove arrivano i tiri.

Fonte: La Gazzetta dello Sport

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