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Più palla, meno tiri: cosa non ha funzionato nella Juve contro il Rennes

Un vantaggio durato dieci minuti, due gol presi prima dell'intervallo, la difesa cambiata strada facendo: il 2-2 col Rennes si spiega lì, non nel finale.

Juventus-Rennes Juve-Rennes 2-2, il danno è nel primo tempo: due gol presi dopo il vantaggio
Juventus-Rennes Juve-Rennes 2-2, il danno è nel primo tempo: due gol presi dopo il vantaggio — Grafica Arena Juve

Due numeri riassumono la partita. La Juventus ha avuto il 54% del possesso, ma il Rennes ha tirato di più, 16 volte contro 14, e più volte nello specchio, 5 contro 4. All'Allianz Stadium la squadra di Spalletti ha tenuto il pallone senza riuscire a mettere pressione. Non è un pareggio arrivato per sfortuna e non è una beffa dell'ultimo minuto. È il risultato coerente di una partita in cui la Juve ha avuto la palla più a lungo, ma non ha mai comandato davvero il gioco.

Il primo nodo è come è stato gestito il vantaggio. Al 5' Çelik segna su assist di Woltemade e la partita si mette come doveva. Il vantaggio dura dieci minuti: al 15' Al-Taamari pareggia su assist di Reynolds. Al 43' Dia trasforma il rigore che manda il Rennes al riposo in vantaggio. Due gol subiti in un tempo, in casa, dopo essere passati avanti quasi subito: la partita è girata qui. Con lo 0-3 contro la Lazio fanno cinque gol incassati nelle ultime due gare all'Allianz Stadium, e questo è il dato che deve preoccupare più di tutti.

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Il secondo nodo è la difesa, cambiata a partita in corso. All'intervallo Çelik esce per un fastidio muscolare alla coscia destra ed entra Kalulu. Gatti, ammonito al 20', lascia il posto a Gonzalez al 60'. All'80' esce anche Kelly ed entra Lucumí. Dei quattro difensori titolari, Çelik, Bremer, Gatti e Kelly, a fine partita era in campo solo Bremer. Il cambio di Çelik era obbligato. Togliere Gatti per Gonzalez invece è stata la scelta più netta di Spalletti: un difensore in meno, un centrocampista in più. Sette minuti dopo è arrivato il pareggio, quindi la mossa ha avuto un senso. Resta il fatto che la Juve ha dovuto inseguire una partita che al 5' aveva già in mano.

Il terzo nodo è una rimonta rimasta a metà. Woltemade, che aveva già servito l'assist del primo gol, pareggia su rigore al 67'. Da lì restano più di venti minuti più il recupero. All'80' entrano Boga per Kolo Muani e Lucumí per Kelly, al 90' Alajbegovic per Cambiaso. L'unico pallone finito in rete in quel finale è quello di Lucumí, con il gol annullato. In tutta la partita la Juve ha tirato in porta quattro volte: per una squadra che in casa giocava per vincere è troppo poco. Tolta l'azione del 5', il gol è arrivato soltanto su rigore.

Mancavano Locatelli, Thuram, Yildiz e Conceição, ed è un fatto. Ma non spiega perché una squadra in vantaggio al 5' sia andata sotto all'intervallo, né perché con più palla abbia tirato meno dell'avversario. Su questo deve rispondere chi allena, non chi era in infermeria. In Europa League questo pareggio non chiude nessun discorso, ma è un'occasione persa in casa. Adesso pesano anche le condizioni di Çelik, da valutare, in una difesa che giovedì ha già dovuto cambiare tre titolari su quattro.

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