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Due tiri in porta, due gol: ad Alkmaar la Juve ha vinto con Kolo Muani

Kolo Muani c'è in entrambi i gol, la difesa ha concesso pochissimo nello specchio. Ma per cinquantuno minuti è mancato il terzo gol, e all'88' l'AZ ha riaperto la partita.

Muani con la maglia del Juventus
Muani con la maglia del Juventus — Foto: goal.com

Ad Alkmaar la Juventus ha tirato in porta due volte e ha segnato due gol. De Busser chiude la partita con zero parate. Non è stata fortuna. Con Locatelli, Yildiz, McKennie e González fuori e Zhegrova escluso dalla lista Uefa, la Juve ha avuto poche occasioni e le ha sfruttate tutte. Al centro c'è Kolo Muani: al 19' dà a Koopmeiners il pallone dell'1-0, al 37' segna il 2-0 su assist di Woltemade. In una serata in cui la squadra ha tirato nove volte in tutto, è stato l'attaccante a decidere la partita.

La seconda cosa che ha retto è la difesa davanti a Vicario. L'AZ ha avuto il 56% del possesso e ha tirato diciotto volte, ma solo tre di quei tiri sono finiti nello specchio. Vicario ne ha parati due, il terzo è il gol di Meerdink all'88'. Gli olandesi hanno calciato tanto e quasi mai bene. Nei fatti vuol dire che Gatti, Kelly, Kalulu, Lucumi e Cambiaso hanno concesso molti tiri ma quasi mai un tiro pulito. È un merito, ma non si può contare di ripeterlo ogni giovedì.

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Il limite della serata si vede dopo il 2-0. Dal 37' all'88' la partita resta ferma sul risultato per cinquantuno minuti e la Juve non trova il terzo gol, quello che l'avrebbe chiusa davvero. Nove tiri in tutta la gara e il 44% di possesso dicono che la squadra ha lasciato il pallone all'AZ senza punirla ancora. All'88' Dijkstra, entrato al 63', serve Meerdink e il 2-1 arriva a due minuti dalla fine. Il risultato non è cambiato, ma una partita indirizzata a metà del primo tempo è finita con il fiato sospeso. Contro un avversario che in casa spinge così, non è un dettaglio.

Spalletti è intervenuto presto. Al 60' sono entrati Boga per Alajbegović e Cabal per Cambiaso, al 78' Ekhator per Woltemade, al 79' Bremer per Gatti e all'85' Douglas Luiz per Kolo Muani. Con una rosa così corta sono stati cambi fatti con quello che c'era in panchina, compreso Bremer partito fuori e mandato dentro a undici minuti dalla fine. La squadra uscita a fine gara non era quella che aveva costruito il doppio vantaggio. Da lì in avanti la Juve ha difeso il risultato più che allargarlo.

Il giudizio resta positivo. In Europa League una vittoria in trasferta vale per intero, e l'ha portata a casa una Juve senza diversi giocatori. Ha deciso la qualità davanti e la difesa ha tenuto dove contava. La partita però lascia anche una lezione. Due tiri in porta trasformati in due gol non sono un modo di giocare su cui costruire, e un 2-0 lasciato aperto per cinquantuno minuti può finire male contro chi tira diciotto volte.

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