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Tre tiri in porta col 63% di palla: a Genova la Juve ha girato a vuoto

Al Genoa sono bastati due tiri nello specchio per chiudere la partita entro il 28'. La Juventus ha tenuto il pallone senza mai fare male: ecco cosa ha deciso la sconfitta.

Genoa-Juventus Due tiri in porta, due gol: a Genova la Juve ha perso nei primi 28 minuti
Genoa-Juventus Due tiri in porta, due gol: a Genova la Juve ha perso nei primi 28 minuti — Grafica Arena Juve

Il numero da cui partire è il 63% di possesso. È tanto, e qui non vuol dire niente. La Juventus ha tirato 16 volte e soltanto 3 conclusioni sono finite nello specchio. Il portiere del Genoa ha dovuto fare tre parate in tutta la partita. A questo si aggiungono nove calci d'angolo che non hanno prodotto nulla. Avere la palla e non arrivare mai a far paura non è dominare: è girare a vuoto, e a Genova la squadra di Spalletti l'ha fatto per novanta minuti.

La seconda cosa è l'opposto della prima. Il Genoa ha tirato in porta due volte e ha segnato due volte. Al 12' Ehizibue su assist di Baldanzi, al 28' Baldanzi in prima persona: in sedici minuti la partita era chiusa, e per il resto della serata nessuno ha saputo riaprirla. Quando l'avversario non ti concede quasi niente e tu gli lasci le uniche due occasioni che costruisce sul serio, non c'è sfortuna da tirare in ballo. Il problema sta tutto in quei due momenti del primo tempo, e la Juve li ha difesi male.

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La terza riguarda la scelta di partenza. Spalletti ha messo dall'inizio Kolo Muani e Woltemade insieme: due attaccanti veri, una scelta precisa, che si giudica dal tabellino. E il tabellino dice che in tutta la partita l'unico episodio da gol della Juventus è il legno di Koopmeiners al 90'. Chi decide la formazione risponde della formazione: con due punte in area, tre tiri in porta e zero gol sono un bilancio che non si può far passare per un dettaglio.

Il conto in classifica è semplice e pesa: ottavo posto, 14 punti in 9 giornate, con 10 gol subiti. Il Como, quarto, è a 20: fra la Juventus e la zona Champions ci sono sei punti, e la Champions era l'obiettivo minimo dichiarato. Nelle ultime cinque partite ufficiali la squadra non ha mai vinto due volte di fila. Le assenze sono tante, da Locatelli a Yildiz, da Thuram a Conceição, ed è un fatto. Ma non spiegano perché una squadra con il pallone fra i piedi per quasi due terzi del tempo non abbia trovato la porta.

Domenica alle 20:45 all'Allianz Stadium arriva il Napoli, fra tre giorni. Non c'è il tempo per rifare niente, solo per decidere cosa cambiare dopo una partita così. La domanda che la piazza si porta allo Stadium è una sola: se la Juve tiene la palla così e la porta non la vede, contro una pari-grado come il Napoli che cosa può succedere. La risposta deve darla il campo, e stavolta deve essere diversa.

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