Genoa-Juventus 2-0: mezz'ora basta al Genoa, la Juve non risponde
Ehizibue e Baldanzi chiudono la partita prima dell'intervallo. La Juve ha il 63% di possesso e tira tre volte in porta, poi un legno di Koopmeiners al 90'. Domenica arriva il Napoli.

Sulla panchina del Genoa c'era Daniele De Rossi, e la sconfitta pesa anche per questo: a Marassi l'allievo ha battuto il maestro, l'allenatore che lo aveva guidato alla Roma. Il Genoa di De Rossi ha preparato la partita per colpire subito e poi chiudersi, e la Juve di Spalletti non ha trovato contromosse. Per l'allenatore bianconero è una delle serate più difficili da quando è arrivato a Torino, proprio alla vigilia della sfida con il Napoli.
Dieci punti dall'Inter e dalla Lazio, cinque dal Como quarto. Dopo nove giornate questa è la distanza, e da oggi pesa di più. La Juventus resta sesta con 15 punti e, dopo lo 0-2 di Lecce che doveva servire a ripartire, torna a perdere. Contro il Genoa non c'è stata partita nel momento in cui si decideva.
Al 12' Ehizibue porta avanti il Genoa su assist di Baldanzi. Al 28' Baldanzi segna lui il 2-0. Bastano due gol in sedici minuti, nella prima mezz'ora, per chiudere una partita in cui la Juve doveva fare la gara e invece la subisce. Il dato che conta è tutto qui: il Genoa chiude con due tiri in porta e fa due gol, e Vicario non deve mai parare.
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Spalletti prova a cambiare all'intervallo, con Zhegrova in campo dall'inizio della ripresa insieme a una seconda sostituzione, e al 59' inserisce Boga e Cabal. La palla resta alla Juve, che chiude con il 63% di possesso, 16 tiri e 9 corner. Ma i tiri in porta sono tre e il portiere del Genoa li para tutti. Al 70' arriva anche l'ammonizione per Zhegrova. Il pericolo più vero arriva al 90', quando Koopmeiners colpisce un legno a risultato già scritto da un'ora.
Il problema non è stare dietro nel punteggio: è quello che la squadra fa dopo. Per un'ora la Juventus ha avuto il pallone e non ha mai messo davvero in difficoltà un Genoa che si è limitato a difendere il doppio vantaggio. Mancano in otto, è vero, ma chi era in campo aveva comunque l'obbligo di fare di più di tre tiri nello specchio in novanta minuti. Le scelte e i cambi sono dell'allenatore, la rosa con cui si arriva a questa emergenza l'ha costruita la società: le domande vanno a tutti e due.
Domenica 1 novembre alle 20:45 all'Allianz Stadium arriva il Napoli. Ci sono quattro giorni per capire perché una squadra che ha l'obbligo di tornare in Champions League vada sotto di due gol in mezz'ora e non trovi il modo di rientrare. La classifica, con questa distanza dalle prime quattro, comincia già a non concedere altre serate così.




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