Genoa-Juventus, nessun virgolettato da riportare: parlano i cambi di Spalletti
Non abbiamo frasi di allenatore e giocatori da citare e non le inventiamo. Restano le scelte dalla panchina e una classifica che a quattro giorni dal Napoli chiede risposte.

Al Ferraris Spalletti si è fatto capire soprattutto con i cambi. Due all'intervallo, con Zhegrova al posto di Alajbegovic. Altri due al 59', Boga per Sarr e Cabal per Cambiaso. Poi Koopmeiners per Luiz al 77'. Vuol dire mettere mano a mezza squadra, e lo fa un allenatore che ha visto la partita andarsene nel primo tempo: Ehizibue al 12' su assist di Baldanzi, poi lo stesso Baldanzi al 28'. Due gol nel giro di sedici minuti, tutti e due costruiti dallo stesso uomo del Genoa.
Di virgolettati di Spalletti e dei giocatori, in questo pezzo, non ce ne sono: non li abbiamo e non li inventiamo. Quando arriveranno, li peseremo su quello che si è visto in campo. Il primo cambio della Juventus è arrivato solo al 46', quando sul tabellino c'erano già i due gol del Genoa: chi parlerà dovrà spiegare perché la squadra si è trovata sotto di due gol prima della mezz'ora e perché la correzione è arrivata solo dopo l'intervallo. Il palo di Koopmeiners al 90' è un fatto di cronaca, non una risposta. Se servirà a raccontare una Juve che 'ci ha provato fino alla fine', il racconto non reggerà.
Leggi anche Spalletti: «Non chiedetemi di lasciare». Il 2-2 col Rennes pesa di più
Il contesto è quello che rende inutili le frasi di circostanza. La Juventus è ottava con 14 punti dopo nove giornate, a sei punti dal Como quarto, cioè dalla zona Champions che è il minimo dichiarato della stagione. Nelle ultime cinque partite ufficiali ha alternato due vittorie, un pareggio e due sconfitte, e il nome di Spalletti è già finito accanto alla parola esonero. Spalletti risponde delle scelte. Frederic Massara e Marco Ottolini rispondono di una rosa costruita in estate. Una parola la devono tutti e due.
Domenica alle 20:45 all'Allianz Stadium arriva il Napoli, fra quattro giorni. Qualunque cosa venga detta stasera, verrà giudicata lì: non c'è un calendario morbido dove una frase rassicurante possa passare inosservata. Dopo una sconfitta così chi parla per la Juventus deve dire che cosa non ha funzionato e che cosa cambia da domenica. Il resto, la piazza non lo vuole sentire.



La parola alla Curva
Nessuno ha ancora parlatoPer commentare entra nella Curva — gratis, senza password.