Spalletti presenta il Genoa: «Ha la vena di De Rossi, era il mio braccio armato in campo»
Alla vigilia del Ferraris l'allenatore elenca i nomi da cui guardarsi: Osmajic e Ostigard per la forza fisica, Messias, Baldanzi, El Shaarawy e Vitinha per la qualità. Su tutti, però, mette l'uomo in panchina.

«Il Genoa ha la vena di De Rossi. Io lo conosco bene, era il mio braccio armato in campo, trasmetteva quella volontà e quella tigna agli altri». Luciano Spalletti presenta così Genoa-Juventus, in programma domani alle 20:45 allo Stadio Comunale Luigi Ferraris. Prima parla dei giocatori rossoblù, poi arriva all'allenatore: la squadra che affrontiamo ha preso il carattere di chi la guida, e chi la guida lui lo ha avuto in campo.
L'analisi della squadra è precisa. «Il Genoa sarà tostissimo da affrontare sia per l'ambiente sia per le soluzioni tattiche», dice Spalletti. Poi fa i nomi: «Loro hanno forza fisica con Osmajic e Ostigard, hanno qualità con Messias, Baldanzi, El Shaarawy e Vitinha, ma soprattutto il Genoa ha la vena di De Rossi». Sono sei giocatori più l'allenatore. È il ritratto di un avversario che non va preso alla leggera, e non è il solito «nessuna partita è facile» da vigilia. Il Genoa domenica ha battuto 1-0 il Venezia e arriva da due vittorie di fila davanti al suo pubblico, in uno stadio da 33.205 posti.
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Il Ferraris e la ripresa di Lecce
I precedenti li abbiamo già raccontati: 71 vittorie in 116 sfide e l'ultima sconfitta a Marassi che risale al 6 maggio 2022. Ma la storia non gioca. La partita di domani conta per quello che siamo adesso: sesti con 14 punti dopo 8 giornate, con due risultati utili di fila dopo lo 0-3 interno con la Lazio. Il quarto posto è del Como, a 20 punti. Lo 0-2 di Lecce, firmato da McKennie al 29' e Douglas Luiz al 41', ha portato la prima vittoria in campionato dal 20 settembre.
C'è però un dato di Lecce che ci portiamo dietro fino a Genova, e la lettura qui è nostra. Nel secondo tempo del Via del Mare i tiri sono stati 12 a 4 per i giallorossi, e Spalletti stesso non ha nascosto che la ripresa non gli è piaciuta. Se l'allenatore descrive il Genoa come una squadra di forza fisica e di tigna, la domanda è semplice: reggiamo novanta minuti contro un avversario così, o solo i primi quarantacinque? A Lecce è bastato segnare due volte con due tiri nello specchio. Non è una cosa che si può pianificare ogni settimana.
Sul modulo Spalletti è tornato a parlare del 3-5-2, che a suo dire «nasce dal momento che stiamo avendo e dalla situazione dei calciatori». Ha aggiunto un dettaglio nuovo: «basta una piccola rotazione e diventa 3-4-2-1 e dietro le punte ci possono stare tutti, Kolo Muani compreso». Su Alajbegović dice che «è una soluzione per andare nel futuro e non solo per giocare queste partite». È un modo di dire che nessuno resta escluso. Con otto indisponibili, però, quel «tutti» è più corto di quanto sembri: mancano Locatelli, Çelik, González, Conceição, Yıldız, Thuram, Ekhator e Grabara, e Sarr è da valutare.
Contro la vena di De Rossi andiamo con una rosa ridotta all'osso e una serie positiva lunga appena due partite. Domenica all'Allianz Stadium arriva il Napoli. Il risultato di Marassi deciderà con che classifica ci arriveremo.
Il video ufficiale
Fonte: Corriere dello Sport



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