Genoa-Juventus, 71 vittorie in 116 sfide e quattro di fila: l'ultima caduta al Ferraris è del 6 maggio 2022
Contro il Genoa nessuno in Serie A ha vinto e segnato quanto noi: 71 successi e 233 gol. Domani alle 20:45 a Marassi però non gioca la storia, gioca una squadra ottava con 14 punti che a Lecce ha subito 12 tiri nel solo secondo tempo.

Settantuno vittorie, ventitré pareggi, ventidue sconfitte: in 116 sfide di Serie A il Genoa è l'avversario che abbiamo battuto più spesso di tutti, e anche quello a cui abbiamo segnato di più, 233 gol. Sono numeri che arrivano alla vigilia di Genoa-Juventus, domani alle 20:45 al Ferraris, e che a prima vista mettono tranquillità. Negli ultimi dodici incroci in campionato abbiamo perso una volta sola: nove vittorie, due pareggi, le ultime quattro vinte di fila.
Quella sconfitta però va ricordata, perché è arrivata proprio lì. Il 6 maggio 2022 il Genoa ci ha battuti 2-1 al Ferraris: un caso isolato, ma è anche la prova che Marassi non regala niente per diritto acquisito. E il Genoa di De Rossi che troviamo domani è in salute: domenica ha battuto 1-0 il Venezia ed è alla seconda vittoria casalinga di fila.
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Da Baggio a Vucinic, le partite che restano Il 13 maggio 1995 la Juventus di Marcello Lippi vinse 4-0 a Marassi. Baggio sbloccò al 52' su rigore, dopo l'espulsione di Galante, poi segnarono Ravanelli, Jarni e Vialli. Al fischio finale i tifosi bianconeri invasero il campo convinti che lo scudetto fosse già vinto: la matematica arrivò otto giorni dopo, contro il Parma. Più vicino a noi c'è il 3-1 del 2019-20, giocato a porte chiuse, chiuso da una traiettoria di Douglas Costa finita all'incrocio dei pali. Poi il 3-1 del 2020, con Cristiano Ronaldo che sblocca la partita con due rigori, dopo aver segnato al Genoa anche nel campionato precedente.
Nel 2012-13 fu una rimonta. Il Genoa passò con Immobile, poi Vucinic mise le mani su tutti e tre i nostri gol: l'assist per il pari di Giaccherini, il rigore del sorpasso, il pallone per Asamoah che chiuse la partita. La più tirata resta quella del 2009-10. Sotto 2-1, la Juve pareggiò con Chiellini ma il gol fu annullato per un fuorigioco di Trezeguet. Due minuti dopo furono di nuovo loro due: punizione di Grosso, sponda di Chiellini e colpo di testa di Trezeguet per il 2-2. Oggi Giorgio Chiellini è un nostro dirigente.
Ed è qui che il ricordo si scontra con il presente. Quelle Juventus giocavano a Marassi per lo scudetto o per tenerselo stretto, questa ci arriva ottava con 14 punti dopo 8 giornate. Abbiamo quattro punti di distacco da Roma e Milan, che sono quarte a quota 18, e undici dalla Lazio prima a 25. Lo 0-2 di Lecce, con McKennie al 29' e Douglas Luiz al 41', ha allungato a due la serie di risultati utili e ha tirato su l'ambiente. Ma nella ripresa del Via del Mare il Lecce ha tirato 12 volte contro le nostre 4, e in Serie A siamo ultimi per percentuale di tiri presi da dentro l'area. Il bilancio con il Genoa questi due difetti non li copre.
La domanda che ci portiamo dietro è semplice: quanto vale un precedente quando mancano otto giocatori, da Locatelli a Yıldız, da Thuram a Conceição? Secondo noi vale poco, se non come promemoria di cosa vuol dire uscire da Marassi con i tre punti. Le Juventus di quelle partite avevano Baggio, Vucinic, Ronaldo, cioè qualcuno capace di cambiarle da solo. Domani dovrà farlo una squadra che finora ha trovato i gol soprattutto sui calci piazzati, e che deve tenere per novanta minuti e non per quarantacinque.
Si gioca domani alle 20:45, poi domenica 1° novembre c'è il Napoli all'Allianz Stadium. La quinta vittoria di fila sul Genoa, che non abbiamo mai avuto come obiettivo, oggi ci serve per arrivare alla sfida con il Napoli senza aver perso terreno.
Il video ufficiale
Fonte: Juventus.com




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