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Due tiri in porta e due gol: la Juve vince, ma concede troppo

A Lecce senza Locatelli bastano dodici minuti e una mira perfetta. I numeri dicono però che la partita è stata più aperta di come l'hanno chiusa i gol.

Locatelli con la maglia del Juventus
Locatelli con la maglia del Juventus — Foto: juventus.com

Partiamo dai numeri, perché sono il punto. La Juventus ha tirato in porta due volte e ha segnato due volte: McKennie al 29', su assist di Luiz, e lo stesso Luiz al 41', su assist di Gatti. Tutto il bottino è arrivato in dodici minuti. Il Lecce ha chiuso con 16 tiri contro 8, 4 dei quali nello specchio, e a fermarli sono state quattro parate. Una squadra che vince concedendo il doppio dei tiri deve a sé stessa la precisione davanti alla porta, e alla porta dietro ciò che ha impedito di far male.

Va detto senza giri di parole: è una vittoria solida nel risultato e meno nel modo. Il 58% di possesso racconta una Juve che ha tenuto il pallone più dell'avversario, ma i tiri subiti raccontano che quel pallone non ha prodotto il controllo che ci si aspetta da chi ha chiuso il conto prima dell'intervallo. In casa del Lecce, con la partita già in mano, la Juventus ha lasciato aperta la porta al ritorno dei padroni di casa. Non è successo, ed è il dato da tenersi stretto, ma è la fotografia di una squadra che non sta ancora chiudendo le gare quando le ha vinte.

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Fa piacere il lato Luiz, perché è un centrocampista che nei nostri conti era sotto esame per gli errori in area e che a Lecce ha fatto un assist e un gol. Un episodio non cancella i dubbi, però racconta bene una partita giocata senza Locatelli, il capitano fermo per la lesione al menisco. Le sostituzioni hanno portato dentro Boga, Cabal, Sarr e Alajbegovic tra il 68' e il 90', senza che il quadro cambiasse. Il Lecce ha chiuso in dieci per la seconda ammonizione a Gaspar al 90', una nota di cronaca che pesa poco sul giudizio.

La classifica è onesta: sesti con 14 punti, a 3 dal Como quarto con 17 e a 8 da Inter e Lazio che guidano con 22. A otto giornate non si fanno proiezioni, e lo diciamo apposta, ma una cosa si può dire: dopo lo 0-3 con la Lazio e il pari col Rennes questa vittoria rimette la Juve in carreggiata, non la lancia. Mercoledì alle 20:45 c'è il Genoa al Ferraris, a tre giorni di distanza, con Çelik fermo tre settimane, González un mese e Milik non al meglio. Serve una Juve che subisca meno tiri senza dover contare sulle mani di chi sta in porta, perché non sempre le occasioni degli altri finiscono tutte ferme.

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