L'1-2 di Vigo nasconde una Juve che spreca troppo
Decide Muani al 90', ma senza lo spreco di Vigo la Juventus avrebbe chiuso i conti molto prima.

L'1-2 di Vigo si legge come una vittoria, e lo è. Ma i numeri della serata raccontano un'altra storia: 22 tiri, 6 nello specchio, 7 corner, e alla fine solo due gol, l'ultimo arrivato al 90'. Contro una Celta Vigo che ha tirato 9 volte e inquadrato la porta appena 2, la Juventus ha dominato il campo senza riuscire a chiuderla prima del recupero. È una differenza che conta nel giudizio sulla partita: non basta produrre, bisogna anche finalizzare.
Il copione si è messo subito in salita: al 18' Álvarez ha punito una squadra ancora da carburare, servito da Swedberg, che poco dopo si è preso anche un giallo al 39' prima di essere sostituito al 62'. La Juventus ha impiegato fino al 58' per rimettere la partita in equilibrio con Woltemade, un tempo lungo per una squadra che a fine partita ha chiuso con un vantaggio di tiri di oltre due a uno. Nel mezzo, anche Kelly si è fatto ammonire al 54'.
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Il gol che ha deciso la partita porta la firma di Muani, entrato al 64' al posto di Alajbegović e andato a segno al 90' su assist di Cambiaso. È un epilogo che premia la panchina, ma è anche la certificazione che la Juventus ha avuto bisogno dell'ultimo minuto per avere ragione di un avversario che in porta ha dovuto compiere solo 1 parata, contro le 4 compiute dal portiere del Celta Vigo. Spreco, non solitudine di episodi.
C'è anche un dato che pesa sul piano della disciplina: 19 falli commessi contro i 12 del Celta Vigo, con Lucumi ammonito al 72', appena due minuti dopo essere entrato al 70' al posto di Kelly. Una squadra che controlla il gioco con questi numeri non dovrebbe aver bisogno di faticare così tanto, né di rincorrere con i falli. Ora la squadra di Spalletti, che non siederà in panchina perché squalificato, affronta la Lazio domenica 18 ottobre all'Allianz Stadium: un'altra partita in cui lo spreco di stasera non potrà ripetersi.




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