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Ad Alkmaar una Juve cinica, ma 18 tiri concessi sono un avviso da non archiviare

Due tiri in porta, due gol: Koopmeiners e Kolo Muani bastano. Ma dopo il 2-0 la Juve non ha più chiuso la partita, e il gol di Meerdink all'88' ha allungato il finale.

Alkmaar-Juventus Due tiri in porta, due gol: una Juve cinica che concede ancora troppo
Alkmaar-Juventus Due tiri in porta, due gol: una Juve cinica che concede ancora troppo — Grafica Arena Juve

Questa vittoria va presa per quello che è: una vittoria in trasferta in Europa League con una rosa corta. Mancavano il capitano Locatelli, operato al menisco e fuori per mesi, Yıldız, fermo per la frattura al metatarso, e McKennie, rimasto a casa per affaticamento muscolare. In queste condizioni la Juve ha deciso la partita in 37 minuti. Al 19' ha segnato Koopmeiners su assist di Kolo Muani, al 37' Kolo Muani ha firmato il raddoppio su servizio di Woltemade. Ha tirato nello specchio due volte in tutta la gara e ha segnato due gol. È una squadra che non ha bisogno di dieci occasioni per far male, e questo lo sappiamo da anni.

Il rovescio però va detto chiaramente, perché i numeri non lasciano margini. L'Alkmaar ha tirato 18 volte contro 9, ha tenuto il pallone per il 56% del tempo e ha battuto 4 corner contro 2. Dopo il 2-0 la Juve non ha più segnato e la partita non l'ha più chiusa: ha scelto di difendere il vantaggio invece di gestirlo col pallone. Finché la porta ha retto, con due parate, è andata bene. All'88' Meerdink ha segnato su assist di Dijkstra e gli ultimi minuti sono diventati più lunghi del dovuto. Contro un avversario che costruisce così tanto, il 2-1 sta stretto a chi ha vinto, non a chi ha perso.

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Anche i cartellini raccontano la serata. Cambiaso è stato ammonito al 48', poi sono arrivati due gialli fra l'85' e il 90', per Ekhator e Cabal. È il segno di una squadra che nel finale rincorreva più che controllare. Qui entra la responsabilità di Luciano Spalletti: il piano dell'avvio ha funzionato, ma una Juve che punta a tornare in Champions non può passare l'ultima parte di una partita europea a contare i minuti. Il merito della serata è di Kolo Muani, con un gol e un assist, e della qualità con cui sono nati i due gol. Il limite è tutto quello che è successo dopo.

Il risultato resta, e in un torneo che è un trofeo vero e una strada per la Champions vincere fuori casa non si sottovaluta. Il clima di fiducia è giustificato, i proclami no. La Juve ha mostrato di saper colpire, ma non ancora di saper tenere il pallone quando serve abbassare il ritmo della partita. Su questo si lavora, con poco tempo: domenica alle 20:45 c'è Fiorentina-Juventus al Franchi, tre giorni dopo Alkmaar, con la stessa rosa corta e con la necessità di non concedere a nessuno quello che è stato concesso stasera.

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