Alkmaar-Juventus 1-2: Koopmeiners e Kolo Muani, Meerdink accorcia all'88'
In Olanda la Juve chiude la partita in diciotto minuti del primo tempo: due tiri in porta, due gol. L'AZ tira 18 volte ma segna solo nel finale.

La Juve ad Alkmaar vince con poco e lo fa bastare. Al 19' segna Koopmeiners, quello in bianconero, perché nell'AZ ce n'è un altro, Peer, in campo dal primo minuto. Il pallone glielo serve Kolo Muani. È la prima volta che la Juve arriva davvero in porta, e porta a casa subito il vantaggio.
L'AZ reagisce prima con i cambi che con il pallone: al 23' fuori Schouten e dentro Hoedt, che cinque minuti dopo viene ammonito. Al 37' arriva il raddoppio, e sono di nuovo Kolo Muani e Woltemade a costruirlo, con il secondo che stavolta fa l'assist e il primo che segna. Dopo un gol fatto e uno servito, Kolo Muani si prende la serata. All'intervallo si va sul 2-0, con due gol nati da tre giocatori, sempre gli stessi, in mezzo all'attacco.
Leggi anche Ad Alkmaar una Juve cinica, ma 18 tiri concessi sono un avviso da non archiviare
Nella ripresa Cambiaso viene ammonito al 48' e Spalletti lo toglie al 60', insieme ad Alajbegović: entrano Cabal e Boga. L'AZ cambia tre uomini al 63', e uno di questi decide il finale: Dijkstra entra al posto di Kasius e all'88' serve a Meerdink il pallone dell'1-2. Nel mezzo Spalletti aveva ridisegnato la squadra pezzo per pezzo, con Ekhator per Woltemade, Bremer per Gatti e Douglas Luiz per Kolo Muani. Ekhator e Cabal sono finiti entrambi sul taccuino nel finale.
I numeri dicono che la partita non è stata a senso unico, ed è giusto dirlo. L'AZ ha avuto il 56% del possesso, ha tirato 18 volte contro 9 e battuto 4 corner contro 2. Ma in porta ci è arrivato solo tre volte: due conclusioni le ha parate Vicario, la terza è il gol di Meerdink. La Juve invece ha centrato lo specchio due volte e ha segnato due volte. È una partita vinta con il cinismo più che con il controllo.
Resta una vittoria in trasferta in Europa League, con una rosa che in questi giorni conta più assenti che alternative. Resta la coppia Kolo Muani-Woltemade, che in avanti si è trovata. E resta il dato da non nascondere: diciotto tiri concessi sono tanti, e il gol subito all'88' ha reso il finale più lungo del necessario. L'Europa League è un trofeo vero e una strada per tornare in Champions, e a questa Juve non chiede bellezza: chiede partite chiuse così, magari senza riaprirle.




La parola alla Curva
Nessuno ha ancora parlatoPer commentare entra nella Curva — gratis, senza password.