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Woltemade, tre gol in tre notti europee: ad Alkmaar può mettersi accanto a Baggio e Kovacevic

Il numero 27 ha segnato contro NEC, Celta e Rennes. Se segna anche domani sera all'AFAS Stadion, entra in un elenco di due soli nomi. Intanto Kolo Muani, costato 50 milioni, in porta non tira.

Nick Woltemade
Nick Woltemade — Foto: Bryan Berlin · CC BY-SA 4.0

NEC, Celta, Rennes: tre partite di Europa League, tre gol di Nick Woltemade. Domani alle 21, all'AFAS Stadion, il tedesco arriva alla quarta. Nella storia europea della Juventus hanno segnato in ognuna delle prime quattro partite giocate solo in due: Roberto Baggio, che nella Coppa delle Coppe del '90 arrivò a cinque, e Darko Kovacevic, che nella Coppa Uefa del '99 si spinse fino a sette. Un gol in Olanda lo metterebbe accanto a loro. È un discorso di numeri, non di paragoni tecnici. Il traguardo però è vero.

Ad Alkmaar la Juve ci arriva con l'elenco degli assenti più lungo della stagione. Sono sette gli infortunati: Yıldız, Locatelli, Thuram, Conceição, Çelik, González e Grabara. In tre non sono nella lista Uefa: Zhegrova, Rugani e Milik. Quindi l'uomo che domenica ha servito ad Alajbegović l'assist del 70' contro il Napoli in Europa non può giocare. Poi c'è McKennie, affaticato e tenuto a riposo con un occhio alla Fiorentina di domenica sera. Della lista Uefa e della possibilità di inserire Ekhator al posto del capitano abbiamo già scritto. Quella casella, comunque, non risolve il problema dei numeri.

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Il prestito che rende più dei 50 milioni Con le assenze ridotte all'osso, Woltemade è il riferimento là davanti, e non solo perché è il più alto del gruppo. È un attaccante atipico, un nove o un nove e mezzo, che viene incontro e si mette a fare regia offensiva. Va a cercarsi la giocata e spesso fa partire il passaggio più interessante dell'azione. In Europa gli riesce quello che in Serie A non gli è ancora riuscito: in campionato il primo gol lo aspetta ancora. Le coppe per lui sono un altro mondo, e la Juve deve approfittarne finché dura.

Il confronto con Kolo Muani c'è e va detto chiaro. Il francese è costato 50 milioni di euro: tanto peserà l'investimento definitivo. Non tira mai in porta e, quando accelera, sbaglia la scelta. Woltemade invece è a Torino in prestito, senza altro. Contro il Napoli lo Stadium ha fischiato Kolo Muani: in quei fischi c'era un giudizio su cosa ha reso finora quel cartellino. La domanda scomoda è per chi ha costruito la rosa. Una cifra del genere su un giocatore che oggi rende meno di un prestito pesa sul mercato di gennaio, che Giovanni Carnevali ha già detto di non poter fare in grande.

Luciano Spalletti arriva in Olanda con la fiducia della società, ribadita anche davanti agli azionisti. «Il nostro tecnico? Lo sosteniamo...», ha detto Carnevali. In Europa il cammino regge: 5-0 al NEC, 2-1 al Celta, 2-2 col Rennes, sette punti alla vigilia della quarta giornata della prima fase. Ieri la Continassa è rimasta chiusa, giocatori a riposo. Con una rosa così corta ogni ora di recupero conta.

La nostra lettura è questa: il fatto che il giocatore più in forma della Juve in Europa sia un prestito che in Serie A non ha ancora segnato dice molto di Woltemade. Dice ancora di più di un reparto che, tolto lui, oggi non offre certezze. Contro il Napoli il 2-0 è arrivato dalla panchina. Ad Alkmaar, con mezza squadra fuori, la panchina sarà corta.

Domani alle 21 Woltemade si gioca un posto accanto a Baggio e Kovacevic. Dopo 72 ore c'è Firenze.

Fonte: La Gazzetta dello Sport

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