Montero: «Devi sudare, la palla è il piatto». Zhegrova e Yildiz nella sua lezione di Juve
Montero chiede una Juve che faccia fatica e cita Zhegrova e Yildiz. Lo dice due giorni dopo il 2-0 al Napoli, partita in cui i tifosi avevano accolto il pullman cantando «Noi vogliamo gente che lotta».

«Devi sudare, la palla è il piatto». In una frase Montero dice quello che la gente chiede da settimane. Prima la fatica, poi il pallone. Nella sua lezione di Juve entrano due nomi della rosa di oggi, Zhegrova e Yildiz, e un ricordo che fa sorridere: quello di «chi menava più di me».
Sono parole che arrivano al momento giusto. Domenica, prima di Juventus-Napoli, i tifosi avevano accolto il pullman cantando «Noi vogliamo gente che lotta» e mostrando lo striscione «ridateci la nostra Juventus». Il giorno prima Spalletti aveva detto che «dobbiamo riconquistare il rispetto che qualcuno ci ha tolto». Poi è arrivato il 2-0 firmato da Alajbegović al 70' e Boga all'87'. Prima c'erano stati il ritiro alla Continassa e il discorso di Giovanni Carnevali alla squadra dopo Genova, che lo stesso Spalletti ha indicato come decisivo.
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I due nomi che fa Montero oggi stanno in situazioni molto diverse. Zhegrova è entrato al 59' contro il Napoli e ha servito l'assist del vantaggio: è uno dei cambi che hanno girato la partita. Yildiz invece è fermo per la frattura al metatarso. Ha chiuso la fase al JMedical e per tutto novembre lavorerà per tornare in campo. Il rientro in gruppo è atteso ai primi di dicembre e le date indicate sono il Monza il 14 o la Roma all'Olimpico il 19. Il numero 10 non ci sarà ad Alkmaar e nemmeno con la Fiorentina.
Il sudore come metro La nostra lettura è questa: «devi sudare» non è un consiglio di tattica, è il metro con cui la piazza sta giudicando questa squadra. Lo 0-3 con la Lazio e il 2-0 di Genova non si sono persi per un modulo sbagliato. Si sono persi perché per lunghi tratti la Juve è sembrata non averne voglia. Col Napoli la reazione si è vista, ma è arrivata solo dopo un'ora di gioco. Settimi con 17 punti dopo 10 giornate e a sei dal quarto posto, non possiamo permetterci di aspettare il 70' ogni domenica.
La prova arriva subito, in un torneo diverso: giovedì alle 21 la Juve gioca Alkmaar-Juventus all'AFAS Stadion, in Europa League. Lì sapremo se la fatica vista col Napoli è diventata un'abitudine o se era solo la reazione di una sera.
Fonte: Tuttosport




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