Platini «alla Boniperti», Del Piero e le accuse a Elkann: l'assemblea dei 250 milioni non applaude Carnevali
I soci hanno approvato il bilancio con il 91,8% dei voti e hanno dato il via libera al quinto aumento di capitale in sette anni. Dal palco, però, sono arrivate critiche alla dirigenza e a John Elkann, e la richiesta di riportare in società due grandi ex.

Il voto è andato come doveva: bilancio 2025/26 approvato con il 91,8% dei favorevoli e via libera all'aumento di capitale fino a 250 milioni. Il clima della sala è stato un'altra cosa. Diversi soci si sono alternati al microfono e più di uno se l'è presa con la dirigenza e con John Elkann, il capo di Exor, cioè il primo azionista della Juventus. L'accusa più dura è che Elkann abbia affidato il club «alle persone sbagliate», e che quindi la Juve non gli stia a cuore quanto dice in pubblico.
Le linee di Giovanni Carnevali, giovani, italianità e una squadra scouting nuova, le abbiamo già raccontate. Oggi conta la cifra che c'è dietro. Exor coprirà il 65% dei 250 milioni, e di questi circa 100 andranno a rinforzare la prima squadra. Con questo aumento i soldi messi dagli azionisti dal 2019 arrivano a 1,25 miliardi di euro. Carnevali ha presentato il piano con molto ottimismo, ma ha anche indicato il limite: «Conosciamo le difficoltà, abbiamo un settlement agreement con la Uefa che non ci permette di fare quel che vorremmo ma ci impegneremo per rendere la Juve una grande società».
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Platini e Del Piero, la richiesta che arriva dalla sala
Più di un socio ha chiesto di far entrare in società persone legate alla maglia, presentate come l'opposto di Elkann. Il primo nome è Michel Platini, per cui è stato chiesto un ruolo «alla Boniperti». Il secondo è Alex Del Piero, definito uno «juventino nel sangue»: «quando potremo vederlo difendere la Juventus col suo carisma?», ha chiesto uno degli azionisti. Per ora la domanda non ha avuto risposta. Sembra invece tramontata, almeno per il momento, l'ipotesi che Gianluca Ferrero lasci la presidenza.
Sulla proprietà raccontiamo i fatti, senza tifare per Exor e senza tifare per chi la contesta. Detto questo, i numeri di oggi aiutano a capire da dove nasce il malumore. Questo è il quinto aumento di capitale in sette anni e il bilancio appena approvato è la nona perdita di fila. Con 1,25 miliardi versati dal 2019, la Juve ha visto passare Sarri, Pirlo, Allegri, Thiago Motta, Tudor e Spalletti in panchina e ha cambiato la dirigenza anche nell'ultima estate. Nel frattempo l'ultimo scudetto è rimasto quello del 2019-20 e quest'anno si gioca l'Europa League, non la Champions.
Va detto anche cosa questa protesta non risolve. Invocare Platini e Del Piero significa chiedere identità e appartenenza, e lo capiamo: è la stessa cosa che chiedevano i tifosi davanti al pullman prima del Napoli, con lo striscione «ridateci la nostra Juventus». Ma un nome amato non risolve da solo il problema vero. Il problema è come si spendono quei circa 100 milioni con i vincoli Uefa che lo stesso amministratore delegato ha ammesso. Le bandiere riempiono una tribuna. Una rosa da quarto posto si costruisce con le scelte di mercato.
Questa domanda, al bar, la fanno in tanti: dopo 1,25 miliardi, chi ci garantisce che i prossimi 250 milioni porteranno a qualcosa di diverso? Oggi la Juventus è settima con 17 punti dopo 10 giornate. Il Como, quarto, è a sei punti. La vittoria per 2-0 sul Napoli ha calmato l'ambiente, ma non ha cambiato il fatto che siamo fuori dalla zona Champions.
Fra due giorni si torna in campo: giovedì alle 21 la Juve gioca ad Alkmaar per l'Europa League, il trofeo che Carnevali ha indicato come obiettivo. Lì nessun aumento di capitale entra in campo.
Fonte: Virgilio




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