Ferrero apre a Tether, «il secondo azionista», e tiene viva l'idea di un secondo stadio per Next Gen e Women
All'assemblea che vota l'aumento di capitale fino a 250 milioni, il presidente dice che il club è aperto al dialogo con Tether ma che oggi non ci sono «iniziative industriali». Escluse operazioni finalizzate al delisting.

«Tether è un grande azionista, il secondo, attento alle attività della Juventus». Gianluca Ferrero lo dice davanti ai soci, all'assemblea annuale in corso oggi all'Allianz Stadium. È la stessa assemblea chiamata a votare un aumento di capitale fino a 250 milioni. Il presidente bianconero apre al dialogo: «La Juventus è una società aperta al dialogo con tutti gli azionisti». Poi però mette subito un limite: «Non ci sono in questo momento iniziative industriali».
Tether viene subito dopo Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann che controlla il club. Ferrero chiude il discorso guardando indietro: «per noi è un azionista importante e la Juventus ha nella sua storia percorsi con azionisti importanti del passato». È una risposta misurata parola per parola: riconosce il peso del secondo socio senza far pensare che qualcosa stia cambiando. Dall'assemblea arriva anche un'altra indicazione netta: sono escluse operazioni finalizzate al delisting, cioè a portare la società fuori dalla Borsa.
Il secondo stadio e i conti
Sulle infrastrutture resta viva l'idea di un secondo stadio, da destinare alla Next Gen e alla squadra femminile. Oggi la prima squadra gioca all'Allianz Stadium e si allena alla Continassa, mentre giovanili e Women lavorano a Vinovo. Di tempi, luogo e costi non sappiamo nulla. Per ora è un'idea, e come tale va presa.
Qui arriva la domanda scomoda, quella che si fa al bar. Il bilancio 2025/26 si è chiuso con 66 milioni di perdita, la nona consecutiva. Il monte ingaggi da 142 milioni è il più alto della Serie A. E agli azionisti si chiedono fino a 250 milioni. In questo quadro parlare di un nuovo impianto sembra un passo lungo. Secondo noi un progetto per Next Gen e Women ha senso solo dopo aver chiuso le perdite, non al posto di questo lavoro. E pesa la Champions che manca, perché da lì passano i ricavi di cui questa società ha bisogno.
Nella stessa giornata sono intervenuti anche l'amministratore delegato Giovanni Carnevali, che ha chiesto tempo per il suo lavoro, e il Chief Financial Officer Stefano Cerrato. Dalla presidenza, quindi, è arrivata una linea di continuità: Exor al comando, la porta aperta a Tether, nessuna uscita dalla Borsa.
Il campo intanto va avanti per conto suo. In campionato siamo settimi con 17 punti, a sei lunghezze dal Como quarto. Giovedì alle 21, all'AFAS Stadion, c'è l'AZ in Europa League: è il trofeo che Carnevali ha indicato come obiettivo ed è anche una strada per tornare in Champions.
Fonte: Calcio e Finanza



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