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Carnevali agli azionisti: una squadra scouting «che prima non c'era», più italianità e una richiesta di tempo

All'assemblea che vota l'aumento di capitale fino a 250 milioni, l'amministratore delegato dice di aver fatto finora «solo una scelta», cioè affiancare Frederic Massara a Marco Ottolini. Ammette che «i risultati non sono positivi» e avverte che «ci vorrà un po' di tempo». È proprio quello che questa piazza concede meno volentieri.

Carnevali con la maglia del Juventus
Carnevali con la maglia del Juventus — Foto: sport.quotidiano.net

«Ci vorrà un po' di tempo per rendere la Juve una grande società». Giovanni Carnevali chiude così, prima di urlare «Forza Juve!», il suo intervento all'assemblea degli azionisti, la stessa che oggi vota un aumento di capitale fino a 250 milioni. Lo dice un dirigente che, parole sue, è «qui da quattro mesi e qualche giorno». Lo dice anche a una Juventus settima con 17 punti dopo 10 giornate, sei sotto il Como quarto.

Il discorso ha messo in fila quello che è stato fatto e quello che resta da fare. Carnevali rivendica una sola decisione: «Ho fatto solo una scelta, con l'inserimento di Ricky Massara al fianco di Marco Ottolini». Poi la novità vera: «Stiamo creando una squadra scouting nuova che prima non c'era». Parla di «un progetto globale» e di «più italianità nella nostra struttura»: la frase riguarda l'organizzazione del club, non per forza la rosa. Settore giovanile e Next Gen devono diventare «un fiore all'occhiello», la Women ha «grandi margini di crescita». In coda vengono inclusione, sostenibilità ambientale, legame col territorio e nuove piattaforme per i più giovani.

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La frase che pesa di più sul campo però è un'altra: «Dobbiamo lavorare con le risorse che abbiamo, rispettando i paletti del settlement agreement, come società seria quello che la Uefa ci chiede». Va letta accanto ai conti. Il bilancio 2025/26 si è chiuso a -66 milioni, la nona perdita di fila, e il monte ingaggi di 142 milioni è il più alto della Serie A. Tradotto per il mercato che riapre il 2 gennaio: niente rivoluzioni a colpi di milioni. Chi spera in un gennaio da grandi firme ha ricevuto un primo avvertimento.

Sui risultati Carnevali non gira intorno al problema: «So bene che i risultati non sono positivi. Dobbiamo uscirne ma lo faremo se abbiamo voglia, se siamo determinati e se lo facciamo tutti insieme». È lo stesso tono del «Ricordatevi che siete alla Juve!» rivolto alla squadra dopo Genova, il discorso che Luciano Spalletti ha poi indicato come decisivo per il 2-0 al Napoli.

Il tempo, la cosa che la piazza non regala

Il passaggio sui tifosi è il più interessante: «Devono aiutarci nei momenti di difficoltà e lo fanno anche con le critiche». E ancora: «È quello che ho detto ai giocatori, dobbiamo portare rispetto a loro». Dopo il corteo della Curva Sud del 10 ottobre contro sanzioni e dirigenza, e dopo lo striscione «ridateci la nostra Juventus» all'arrivo del pullman domenica, riconoscere che la critica è legittima vale qualcosa. Molto più che chiamarla rumore.

Ora però la domanda scomoda, che non possiamo tenerci per noi. Se la squadra scouting «prima non c'era», con quali strumenti un club con il monte ingaggi più alto del campionato ha costruito le rose degli ultimi anni? E la richiesta di tempo arriva a una tifoseria che dal 2019 ha visto passare Sarri, Pirlo, Allegri, Thiago Motta, Tudor e Spalletti, e che a ogni giro si è sentita dire «progetto». Che una struttura nuova abbia bisogno di tempo è ragionevole. Il quarto posto, l'obiettivo minimo, invece non aspetta: il campionato non si ferma mentre si assumono osservatori.

Carnevali stesso ha fissato il metro: «Non dobbiamo parlare troppo ma dimostrare con i fatti». Lo prendiamo in parola. Il primo fatto arriva giovedì alle 21 all'AFAS Stadion contro l'AZ, in quella Europa League che il 14 ottobre lui ha indicato come un trofeo da vincere. Il secondo arriva il 2 gennaio, quando si vedrà quanta Juve si può costruire «con le risorse che abbiamo».

Fonte: La Stampa

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