Nono bilancio in rosso, 66 milioni di perdita: Elkann chiede ai soci altri 250 milioni
Il cda ha chiuso l'esercizio al 30 giugno con una perdita di 66 milioni, la nona di fila: ha deciso anche di proporre all'assemblea dei soci del 3 novembre un aumento di capitale fino a 250 milioni.

Sessantasei milioni di euro di perdita al 30 giugno 2026. È il nono bilancio consecutivo in rosso per la Juventus, e il consiglio di amministrazione lo ha approvato lo stesso giorno in cui ha deciso di proporre all'assemblea dei soci — convocata per il 3 novembre — un aumento di capitale fino a un massimo di 250 milioni di euro.
Le ragioni messe nero su bianco dal cda sono quattro: "il rafforzamento della struttura patrimoniale e della competitività sportiva", possibili "upgrade degli asset immobiliari strategici" con l'Allianz Stadium citato come priorità, la "valorizzazione del brand" e la "sostenibilità economico-finanziaria" del club.
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Della cifra, 250 milioni, avevamo già scritto nei giorni scorsi: nella richiesta di Elkann c'era un segnale di mercato preciso, con almeno 100 milioni destinabili a blindare Kenan Yıldız e Kerim Alajbegović, e subito dopo la banca Berenberg aveva abbassato il target price sul titolo senza che le azioni reagissero.
Il contesto in cui arriva questa mossa è quello di una società che non vince lo scudetto dal 2019-20 e che quest'anno, dopo l'esclusione dalle prime quattro della scorsa stagione, gioca l'Europa League al posto della Champions. In campionato la squadra di Spalletti è settima con 10 punti in 5 giornate, a tre lunghezze dalla vetta occupata da Roma, Inter e Lazio, tutte a quota 13.
Il nodo lo aveva già toccato a parole, al Festival dello Sport di Trento, l'amministratore delegato e direttore generale Giovanni Carnevali, parlando apertamente del distacco economico dalle squadre che giocano la Champions League. Un aumento di capitale che guarda allo stadio e al brand costruisce margini per il futuro, ma non è la leva che chiude quel distacco subito: quello si prova a colmarlo in campo, a partire dalla qualificazione che manca da una stagione.
Nove bilanci in perdita di fila restano un dato di fatto, non un dettaglio contabile. Il 3 novembre i soci voteranno la proposta del cda: da quel giorno si capirà quante risorse la Juventus avrà davvero per provare a chiudere, sul campo e sui conti, la distanza da chi la Champions la gioca.
Fonte: La Gazzetta dello Sport



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