Bava con la torcia da speleologo all'assemblea: «Non fate come la Ferrari con Antonelli, investite sui giovani»
Il piccolo azionista è tornato a farsi notare nel giorno del bilancio da 66 milioni di rosso e dell'aumento di capitale. Ha chiesto di puntare sui giovani: è la richiesta più semplice da fare e la più difficile da mantenere.

Una torcia da speleologo e un paragone preso dalla Formula 1. Come ogni anno Marco Bava, piccolo azionista della Juventus, si è presentato all'assemblea dei soci con un messaggio diretto al club: «Non fate come la Ferrari che ha lasciato andare Kimi Antonelli. Investite sui giovani». Nella foga il nome gli è uscito prima come Raikkonen. Il senso però era chiaro a tutti.
La cornice è quella dell'assemblea convocata dalle 10 all'Allianz Stadium. Si votavano un bilancio 2025/26 chiuso con 66 milioni di perdita, la nona di fila, e un aumento di capitale fino a 250 milioni, il quinto in sette anni. I soci hanno approvato i conti con il 91,8% dei voti. Bava aveva già legato quei 250 milioni al nome di Yıldız: secondo lui servono a non doverlo vendere. Con la torcia ha allargato il discorso dal singolo campione a un'idea di club.
Il paragone colpisce perché un ragazzo che decide le partite la Juve ce l'ha in squadra proprio adesso. Domenica, nel 2-0 al Napoli, a sbloccare al 70' è stato Alajbegović, classe 2007, con un sinistro che ha preso il palo ed è entrato. Va detto: non viene dal nostro vivaio, è arrivato in estate dal Bayer Leverkusen. Il vivaio esiste comunque: il CIES conta 17 giocatori cresciuti in casa bianconera che giocano nei cinque grandi campionati europei, e in Italia nessuno fa meglio. La Juve è prima insieme all'Inter.
La domanda che la torcia illumina
Il punto scomodo è proprio questo: i giovani li formiamo, ma la prima squadra è costruita con altri criteri. Il monte ingaggi è di 142 milioni, il più alto della Serie A. Molti arrivi dell'estate sono prestiti o ritorni: Vicario dal Tottenham, Grabara dal Wolfsburg, Woltemade dal Newcastle, e poi di nuovo González, Kolo Muani e Rugani. Kolo Muani domenica è stato fischiato dal suo stadio. Chi chiede di investire sui ragazzi chiede in fondo di cambiare quella logica, e la responsabilità di come è fatta questa rosa è di chi l'ha costruita, non di chi siede in assemblea.
Sulla carta la società dice di andare nella stessa direzione. Agli azionisti Carnevali ha parlato di una squadra scouting «che prima non c'era» e di più italianità, chiedendo tempo. La nostra impressione è che sui giovani nessuno, alla Continassa, dirà mai di no a parole. La differenza la fanno i minuti che gli si danno quando la classifica scotta. Oggi siamo settimi con 17 punti, a sei dal quarto posto. In una situazione così la tentazione di affidarsi al nome esperto è sempre forte.
Alajbegović è tra i giocatori da valutare per giovedì, quando alle 21 all'AFAS Stadion c'è l'Alkmaar in Europa League. Il mercato riapre il 2 gennaio. Lì si capirà se la torcia di Bava ha fatto luce su qualcosa o se resterà il solito colore d'assemblea.
Fonte: Torino Cronaca




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