Il 58% di possesso che non ha prodotto niente
La Juventus ha tenuto più palla della Lazio ma ha chiuso con due tiri nello specchio e tre gol subiti: un divario che la classifica racconta senza sconti.

Juventus-Lazio dice una cosa semplice: avere la palla non basta se non diventa pericolo. Il 58% di possesso contro il 42% della Lazio si è tradotto in appena 8 tiri e 2 nello specchio, meno dei 9 tiri e dei 3 nello specchio degli avversari. Il portiere della Juve non ha fatto nemmeno una parata: non perché la squadra abbia dominato senza sporcarsi, ma perché la Lazio ha colpito ogni volta che ha tirato bene. Sei fuorigioco contro uno solo degli avversari raccontano un attacco che ha cercato la profondità senza trovare il tempo giusto.
La partita si è decisa nei dettagli che pesano di più. Provstgaard ha sbloccato il risultato al 37' su assist di Zaccagni, Tavares ha colpito il palo al 44' prima di servire lui stesso Isaksen per il 2-0 al 66'. In mezzo, il cambio Woltemade al 45+1' non ha cambiato il ritmo della squadra. Nella ripresa Spalletti ha mosso la panchina cinque volte tra Conceição, Zhegrova, Cambiaso e Boga, ma la Lazio ha continuato a girare la partita come voleva lei, chiudendola all'89' con Dele-Bashiru servito da Pinamonti, altro subentrato. Tanti cambi, nessuno che abbia inciso davvero.
Leggi anche L'1-2 di Vigo nasconde una Juve che spreca troppo
Non è una partita persa per indisciplina: Taylor e Zaccagni sono stati ammoniti dalla parte della Lazio, nessun giocatore della Juve ha preso un cartellino. Il problema non è stato il nervosismo, è stato il concreto: pochi tiri, pochi nello specchio, zero gol. Con questi numeri a disposizione, il 58% di possesso diventa un dato che racconta più il controllo del pallone che il controllo della partita.
Ottavo posto con 11 punti in 7 gare, 9 gol fatti e 8 subiti: la classifica di oggi mette la Juventus a 8 punti dall'Inter e dalla stessa Lazio, appaiate in vetta a 19. Dopo una partita in cui la differenza tecnica sul campo non si è vista nei numeri che contano — i tiri nello specchio, le occasioni trasformate — la distanza dal vertice non è un dettaglio passeggero: è la fotografia di una squadra che a ottobre deve ancora dimostrare di saper tradurre il possesso in risultati.




La parola alla Curva
Nessuno ha ancora parlatoPer commentare entra nella Curva — gratis, senza password.