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«Shock temporale» e «nucleo italiano»: ad Alkmaar si parla già d'altro

Frederic Massara e Luciano Spalletti escono da Alkmaar con due formule, una su Alajbegović e una sul mercato. Il campo, intanto, aveva parlato con Koopmeiners e Kolo Muani.

Alajbegović con la maglia del Bayer Leverkusen
Alajbegović con la maglia del Bayer Leverkusen — Foto: tribuna.com

A fine partita hanno parlato Frederic Massara e Luciano Spalletti. Delle loro parole restano due espressioni, e nessuna delle due riguarda direttamente i novanta minuti dell'AFAS Stadion: «shock temporale», accostata ad Alajbegović, e «nucleo italiano», riferita al mercato della Juventus. Le riportiamo così, a metà, perché a metà ci sono arrivate. E non le assegniamo all'uno o all'altro, perché non sappiamo chi abbia detto cosa: i due erano davanti ai microfoni insieme e si sono divisi i temi.

Alajbegović, arrivato in estate dal Bayer Leverkusen, ad Alkmaar è partito titolare ed è uscito al 60', quando al suo posto è entrato Boga. Nei fatti della partita non c'è un suo gol né un suo assist. Qualunque cosa voglia dire «shock temporale», è un discorso sul suo ambientamento, non un giudizio sulla serata. Va bene che la società ne parli: è uno degli acquisti su cui ha puntato. Ma la sua partita la misurerà il campo, non una formula.

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Poi c'è «nucleo italiano», che con il mercato chiuso dal 1° settembre è un'indicazione per la sessione che riapre il 2 gennaio 2027, non una fotografia di questa squadra. Ad Alkmaar i gol li hanno fatti Koopmeiners al 19', su assist di Kolo Muani, e lo stesso Kolo Muani al 37', servito da Woltemade, che è uno degli arrivi dell'estate. Una linea per gennaio la società ha il diritto di tracciarla. Però la Juve che ha vinto in Olanda è stata costruita con altri criteri, e sono questi giocatori ad averla portata a casa.

Resta quello che le due formule non toccano: il 2-0 diventato 2-1 all'88', con il gol di Meerdink su assist di Dijkstra, due giocatori entrati dalla panchina dell'AZ al 63'. È una vittoria in trasferta in Europa League con una rosa corta, e va tenuta stretta. Ma i discorsi su gennaio arrivano dopo una partita che nel finale andava chiusa meglio, e quel finale è la cosa più concreta lasciata da Alkmaar.

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