Conosci il nemico: il Napoli di Allegri arriva allo Stadium senza Lobotka
Domenica alle 20:45 arriva il Napoli di Massimiliano Allegri, senza il suo regista per una lesione alla caviglia. Ha i nostri stessi punti e ci arriviamo dopo il 2-0 di Genova, che non ci lascia margini.

Il Napoli arriva a Torino con 14 punti in 9 giornate, gli stessi della Juventus. È settimo, un posto sopra di noi, con 17 gol fatti e 11 subiti. È un dato e niente di più: a fine ottobre la classifica non dice quanto vale una squadra. Il Napoli, però, gioca la Champions League, la competizione da cui noi siamo fuori. La società guarda già a gennaio: segue Vinicius Tobias, terzino destro brasiliano del 2004 dello Shakhtar, che può giocare da esterno basso in una difesa a quattro o da quinto. Per ora è solo un interesse.
Allegri e il vuoto in regia
In panchina c'è Massimiliano Allegri, e per noi questo nome non ha bisogno di presentazioni. Domenica torna allo Stadium da avversario, con un Napoli diverso da quello che ricordiamo noi: una squadra costruita sul possesso, a cui però viene chiesta più solidità quando non ha la palla. Nell'ultima uscita, contro il Monza, la squadra non si è scomposta sull'1-1 e ha aspettato l'errore dell'avversario. È una partita paziente, che deve preoccupare una Juventus capace di concedere due gol in mezz'ora a Genova.
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Il problema più grosso per Allegri ha un nome: Stanislav Lobotka. Gli esami di giovedì hanno trovato una lesione della sindesmosi tibio-peroneale senza instabilità e una lesione di basso grado del legamento peroneo-astragalico anteriore della caviglia sinistra. Il club non ha dato una data per il rientro, ma si parla di circa un mese e mezzo di stop. Lobotka salterà la Juventus e poi le gare con Porto e Lazio, prima della sosta per le nazionali. Al Napoli manca il giocatore che gestisce il pallone e imposta l'azione.
Chi può farci male
Senza Lobotka ci sono due soluzioni. La prima è Billy Gilmour, che è entrato proprio al posto suo contro il Monza e sa giocare davanti alla difesa. La seconda è più ambiziosa: arretrare Kevin De Bruyne e affidargli più compiti in impostazione. È lui il giocatore da guardare. Che giochi più avanti o parta più indietro, De Bruyne fa girare il Napoli, e nelle ultime settimane si è preso anche un ruolo da leader. Lo stesso vale per Rafa Marin in difesa. Davanti c'è Hojlund, che contro il Monza ha ritrovato fiducia.
I punti deboli si vedono. Rrahmani è in un periodo difficile e nelle ultime uscite è stato tra i più criticati. Senza palla la squadra deve ancora trovare equilibrio, e a Venezia ha avuto un primo tempo confuso. Togliere il regista a una squadra che vive di possesso vuol dire costringerla a cambiare il modo di uscire dal basso. Se Allegri arretra De Bruyne, il Napoli perde qualità vicino all'area. Se sceglie Gilmour, cambia il ritmo della manovra. In entrambi i casi bisogna pressare chi imposta, senza lasciarlo pensare.
Ci arriviamo dopo una sconfitta a Genova che non ha attenuanti, e contro un avversario che ha i nostri stessi punti. Una prestazione molle allo Stadium, la piazza non la accetterebbe con nessuno, figurarsi con il Napoli di Allegri. Domenica alle 20:45 non basta la reazione d'orgoglio: serve una squadra che sappia approfittare dell'assenza di Lobotka. Il Napoli dovrà inventarsi una regia nuova. Noi dobbiamo dimostrare di aver capito cosa è successo a Genova.
Fonte: Rassegna stampa




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