Zero corner e ventisei tiri subiti: il Napoli non ha mai giocato
In Champions il Napoli si è chiuso e basta, e nemmeno benissimo: i numeri raccontano una squadra che la partita non l'ha giocata, l'ha subita.

Il 42% di possesso e i 5 tiri contro i 26 dell'Arsenal, 3 in porta contro 8, zero corner conquistati contro sei concessi: non è la fotografia di una sconfitta di misura, è quella di una partita a senso unico. Che il passivo sia rimasto sullo 0-1 lo si deve soprattutto alle 6 parate di una porta che ha lavorato il doppio di quella avversaria (3 interventi per Raya), non a un Napoli che ha tenuto il campo.
Il primo segnale che qualcosa non tornasse è arrivato già al 45+1', con Allegri costretto a cambiare portiere nell'intervallo, Milinkovic-Savic al posto di Meret. Al 58' il doppio cambio a centrocampo e in attacco, Favasuli per Politano e Vergara per Santos, avrebbe dovuto dare ossigeno alla manovra: invece il Napoli è rimasto nella propria metà campo, senza mai guadagnarsi un solo corner in tutta la partita.
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L'Arsenal ha risposto con le sostituzioni giuste al momento giusto: Guimarães e Tzolis al 66', Havertz e Madueke al 73', energie fresche che al 75' hanno prodotto il gol, servito da Tzolis per Odegaard. Il Napoli ha reagito con Neres e Lucca al 77', ma a partita già indirizzata: cambi arrivati dopo il fatto, non prima. Lucca si è pure fatto ammonire all'85', chiusura coerente di una serata mai davvero affrontata in avanti.
Questo è un turno di Champions, un torneo a parte: non tocca la classifica di Serie A, dove il Napoli resta 12° con 3 punti per tutt'altre ragioni. Ma la prestazione resta lì, e pone una domanda diretta ad Allegri: un assetto che produce zero corner e cinque tiri contro un avversario di questo livello non è solo sfortuna, è una scelta che si è vista chiaramente in campo. Sabato al Maradona arriva il Bologna, in campionato: lì la classifica conta davvero, e sarà quella la vera risposta da dare.




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