Di Lorenzo, appena 8 minuti in due gare: con l'Italia la fascia è di Kayode
Il capitano del Napoli scivola alle spalle del terzino del Brentford, lanciato da Mancini contro la Turchia e confermato titolare anche a Saint-Denis contro la Francia.

Otto minuti in due partite. È il bottino con cui Giovanni Di Lorenzo chiude questa sosta delle Nazionali, lui che per anni ha presidiato la fascia destra azzurra senza che nessuno si ponesse il problema di chi potesse sostituirlo. Il problema adesso ha un nome e un volto precisi: Michael Kayode, classe 2004, terzino del Brentford.
Kayode arriva da un percorso che more racconta di sé: scartato dalla Juventus a soli 14 anni, ripartito dalla Serie D e risalito fino alla Premier League. Mancini lo ha lanciato titolare contro la Turchia, e il ragazzo ha risposto con il gol del 3-0 e lo zampino nella rete di Frattesi. Non un episodio isolato: il tecnico l'ha confermato titolare anche nella sfida successiva, quella di ieri sera contro la Francia allo Stade de France, la stessa gara in cui ha debuttato in azzurro anche Antonio Vergara, compagno di Di Lorenzo al Napoli.
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Il quadro si complica ancora
A rendere la situazione più scomoda per il capitano del Napoli c'è anche Marco Palestra, terzino del Chelsea reduce da un infortunio che lo ha tenuto fuori dalle ultime convocazioni: il suo rientro è atteso per la sosta di novembre. Se i piani di Mancini dovessero concretizzarsi, lo scenario sulla corsia destra diventerebbe un duo Kayode-Palestra, con Di Lorenzo relegato definitivamente fuori dagli undici titolari della Nazionale.
Al Napoli il discorso è diverso: Di Lorenzo resta il capitano, numero 22, e nessuno in squadra ne discute il ruolo o la fascia al braccio. Ma la fotografia di questi giorni racconta comunque qualcosa che la maglia azzurra del club non può cancellare: un giocatore che con l'Italia era intoccabile ora guarda la partita dalla panchina, scavalcato da un ventiduenne arrivato in Premier League passando dalla Serie D. È la domanda che nessuno a Castel Volturno formula ad alta voce, ma che la sosta ha reso inevitabile: quanto a lungo si può restare leader di una difesa di club e comprimario in Nazionale senza che le due cose, prima o poi, si tocchino.
La sosta di novembre, con il possibile rientro di Palestra, dirà se questa è stata una parentesi o l'inizio di un tramonto. Prima, però, c'è il campo di tutti i giorni: sabato 10 ottobre, al Maradona, arriva il Frosinone, e lì la fascia destra resta quella di sempre.
Fonte: Tutto Napoli



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