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Rao, palo e giocate di classe contro la Fiorentina: il rimpianto per il gioiello ceduto al Pisa

Il ventenne di proprietà del Napoli ha sfiorato il gol nel 3-0 subito dalla Fiorentina in Coppa Italia, scatenando i social: gli azzurri lo avevano ceduto in prestito al Pisa per un milione di euro.

Rao con la maglia del Napoli
Rao con la maglia del Napoli — Foto: napolicalciolive.com

Il web s'infiamma per un ragazzo che il Napoli nemmeno fa più scendere in campo con la propria maglia. Nel derby toscano di Coppa Italia perso 3-0 dal Pisa contro la Fiorentina di Paolo Vanoli, il nome più commentato sui social non era di un giocatore viola: era quello di Emanuele Rao, ventenne esterno offensivo di proprietà del Napoli, mandato in prestito ai toscani questa estate. Un palo colpito, diverse giocate di qualità, e X si è riempita di video del ragazzo che punta l'uomo e rientra sul destro. Tra i commenti, parecchi tifosi azzurri che si chiedevano chi fosse — e più di uno arrivato a scrivere che «è meglio di Lang».

È l'effetto Favasuli, e conviene dirlo subito. Da quando un classe 2004 è entrato nell'intervallo di Napoli-Bologna e ha servito l'assist del gol partita alla sua prima da titolare in Serie A, ogni giovane della cantera in prestito che salta un avversario si trasforma agli occhi della piazza in un'occasione mancata. Il paragone regge fino a un certo punto: tra essere bravo ed essere pronto per il Napoli di Allegri la distanza resta ampia, e un video di due minuti non la misura per intero.

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Rao, comunque, una storia da raccontare ce l'ha davvero. Cresciuto nei settori giovanili di Chievo e Spal — due club finiti entrambi fuori dal calcio professionistico — ha esordito segnando il primo gol tra i professionisti a diciassette anni, sei mesi e tredici giorni: il secondo marcatore più giovane nella storia della Spal, alle spalle solo di Mario Romani, primato che risaliva al 1924. Con la maglia della Spal ha totalizzato 67 presenze in Serie C, 6 gol e 3 assist; poi il salto in Serie B, altre 35 presenze e lo stesso bottino, 6 reti e 3 assist, prima dell'acquisto da parte del Napoli nell'estate del 2025. Convive dall'età di nove anni, diagnosi arrivata proprio negli anni del Chievo, con il diabete di tipo 1: oggi gestisce glicemia e insulina anche durante le partite con un sistema automatizzato, come fa il tennista Zverev.

Dopo l'acquisto, il Napoli lo ha rimandato in prestito, poi lo ha riportato in ritiro a Dimaro quest'estate, per infine cederlo di nuovo — stavolta al Pisa, che ha versato un milione di euro per un prestito secco, senza obbligo di riscatto. A giugno Rao tornerà a Napoli.

Fisicamente non è un giocatore minuto: 1,81 per un esterno che gioca prevalentemente a sinistra ma è destro naturale, cerca l'uno contro uno e rientra sul piede forte. I riferimenti dichiarati sono Lookman e Leão, non Insigne, con cui i paragoni fisici reggono poco. L'allenatore del Pisa, Paolo Bianco, dopo il ko con la Fiorentina ha riconosciuto che Rao «ha tutto per determinare» ma deve ancora crescere «nelle due fasi»: gli manca, ha aggiunto, «un pezzo» — probabilmente quello che oggi non lo fa ancora giocare in Serie A.

Il paragone che scotta di più, in casa Napoli, riguarda le scelte sulle corsie offensive. Giovane, pagato oltre venti milioni di euro, è ancora un titolare in costruzione; Neres fatica a restare in campo per i continui infortuni; Alisson Santos è ai box per la lesione al bicipite femorale rimediata con l'Arsenal; su Politano, vice capitano e titolare fisso con tre allenatori diversi, una parte della tifoseria continua a nutrire dubbi. In un reparto così affollato di punti interrogativi, un ventenne capace di far impazzire i social anche oltreconfine — tra i tweet che circolavano ce n'era uno in portoghese, di una pagina brasiliana — diventa inevitabilmente un rimpianto facile da scrivere.

Resta il fatto che Allegri lo aveva già valutato di persona, a Dimaro, prima di lasciarlo partire per un altro anno di gavetta. Il Pisa lo ha pagato un milione per un prestito secco: a giugno Rao tornerà comunque a Napoli, e sarà lì, non sui social, che si capirà se questa storia meritava davvero più fiducia di quanta gliene sia stata data.

Fonte: Il Napolista

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