Maradona, il Cipess sblocca 150 milioni per Euro 2032: lavori da gennaio 2027 a dicembre 2029
Il comitato interministeriale riunito oggi a Palazzo Chigi dà l'ok ai fondi statali per la ristrutturazione di Fuorigrotta, passaggio decisivo verso l'ufficialità della candidatura di Napoli come sede di Euro 2032.

Alle 18:30 di oggi il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile si riunisce a Palazzo Chigi per dare l'ok definitivo ai fondi statali destinati alla ristrutturazione dello stadio Diego Armando Maradona: 150 milioni di euro che portano la candidatura di Napoli a Euro 2032 a un passo dall'ufficialità, attesa nel giro di poche ore.
Il finanziamento si divide in due voci: 5 milioni per la progettazione e la messa in sicurezza dell'impianto di Fuorigrotta, 145 milioni per gli interventi di ammodernamento vero e proprio. Il progetto complessivo vale 200 milioni: i restanti 50 saranno garantiti dal Comune di Napoli, secondo l'intesa già definita tra il sindaco Gaetano Manfredi e il governatore della Campania Fico.
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Il cronoprogramma presentato al Cipess fissa l'avvio dei lavori a gennaio 2027 e la conclusione entro il 31 dicembre 2029: un margine di un anno rispetto alla scadenza del 2030, la data entro cui la UEFA dovrà verificare la conformità degli impianti candidati a ospitare le gare dell'Europeo.
La candidatura era già stata spinta nei giorni scorsi dalle parole del ministro Abodi, che aveva promosso a pieni voti la corsa di Napoli. Il passaggio di oggi è la prima traduzione in fondi concreti di quell'apertura politica.
Il percorso resta distinto da quello che il club sta provando a costruire in parallelo: De Laurentiis ha rivelato una lettera d'intenti firmata un mese fa con Q8 per 38 ettari a Napoli Est, dove immagina un nuovo stadio da 70mila posti in circa 24 mesi, a proprio carico. Il restyling del Maradona finanziato da Stato e Comune e il nuovo impianto immaginato dal club altrove restano due strade separate, che a oggi non si intersecano né nei tempi né nei soggetti che le pagano.
Un atto pubblico, non del club Dopo settimane in cui il tema infrastrutture era rimasto fermo agli annunci — Forgione aveva avvertito che il Napoli non ha risorse per fare stadio e centro sportivo insieme — arriva oggi il primo atto concreto. Ma è un atto dello Stato e del Comune, non della società: a pagare il restyling di Fuorigrotta non sono le casse di De Laurentiis. Chi in questi giorni ha chiesto un segnale del club sul fronte infrastrutture continua ad aspettarlo.
Il prossimo passaggio è politico-sportivo: l'ufficialità della sede è attesa nelle prossime ore, mentre per l'approvazione UEFA del restyling il consigliere regionale Nino Simeone aveva indicato una finestra tra il 10 e il 15 ottobre.
Fonte: Il Napolista



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