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Maradona, il Napoli paga 850mila euro l'anno: a giugno, senza partite, il Comune ne ha incassati 3,6 milioni

Il direttore generale del Comune Pasquale Granata mette sul tavolo i conti dello stadio e avverte: quando finirà la convenzione «sarà tutto un altro mondo». Venerdì 30 ottobre è atteso il via libera definitivo della UEFA per Napoli città di Euro 2032.

Serie A 26/27 | #NapoliRoma 3-3 | Beffa giallorossa al Maradona
Serie A 26/27 | #NapoliRoma 3-3 | Beffa giallorossa al Maradona — Foto: SSC Napoli (canale ufficiale)

Ottocentocinquantamila euro l'anno. È il canone che il Napoli versa al Comune per giocare al Diego Armando Maradona. Il dato l'ha dato Pasquale Granata, direttore generale del Comune di Napoli, e l'ha messo subito accanto a un altro: «Nel mese di giugno, quando il Napoli non ha giocato, il Comune ha incassato 3 milioni e 600 mila euro». Sono soldi arrivati dai concerti, in un solo mese, contro quello che la società paga in una stagione intera.

Il messaggio sul futuro arriva senza giri di parole: «Quando finirà la convenzione, sarà tutto un altro mondo. Non so se aumenterà». E poi la rivendicazione: «Lo stadio è un bene pubblico». Granata ricorda che tutte le attività di manutenzione spettano al Comune. Detta così, la frase sembra più un avviso alla controparte che una spiegazione ai cittadini.

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Lavori fino al 2028, senza perdere un posto

Sul cantiere il Comune ha preso la sua strada: «Avremmo voluto collaborare con il Napoli, ma abbiamo fatto una scelta importante di andare da soli. Il nostro progetto è la riproposizione del progetto presentato dal Napoli». La UEFA chiede di chiudere i lavori nel 2030, il Comune si è dato il 2028 «mantenendoci larghi». I lavori dureranno due campionati e non dovrebbero fermare l'attività: «Durante i lavori, il Napoli avrà lo stadio in condizioni perfette dodici ore prima e dodici ore dopo l'impegno sportivo e non si perderà nemmeno un posto». Venerdì scorso c'è stata una riunione con i progettisti: secondo Granata il finanziamento c'è tutto e, trattandosi di fondi nazionali, il progetto passerà per l'approvazione dell'istituto delle opere pubbliche. Sul terzo anello sono stati fatti i rilievi, «un po' più di una prima pietra». C'è anche un paragone: «Il progetto è più complesso dell'Arechi di Salerno».

Il calendario è stretto. «Entro il 30 ottobre arriverà dall'UEFA l'ok definitivo per Napoli città ospitante per EURO 2032», dice Granata, cioè venerdì. Si ragionerebbe su una sesta città e su una partita in meno in qualche impianto, e lui crede che al Maradona se ne giocheranno «almeno due». Alla domanda se l'assenza di un accordo con il club possa pesare sulla scelta, la risposta è secca: «Non ci risulta questo privilegio».

Sull'altro lato del tavolo c'è De Laurentiis, che continua a lavorare allo stadio di proprietà: 70mila posti a San Giovanni a Teduccio, con l'ipotesi di un'arena con gli Aponte di cui abbiamo già scritto. Granata lo dice apertamente: «Ci sarà poi la possibilità che lo stadio non venga utilizzato dal Napoli». Poi prova ad addolcire, «Io da tifoso spero che giochi in eterno al Maradona», e sul presidente aggiunge: «Penso che faccia il tifo, ama questa città».

Ecco la nostra lettura. Il club e il proprietario dello stadio non sono riusciti a mettersi d'accordo nemmeno su un progetto che, per ammissione del Comune, è quello del Napoli. Adesso ognuno va per conto suo e parla all'altro con i numeri. Il Comune sventola i 3,6 milioni dei concerti, il presidente pensa a uno stadio nuovo e pochi giorni fa diceva che al Maradona farebbe un grande parco verde. In mezzo ci sono i tifosi, che rischiano di vedere il proprio stadio rifatto per l'Europeo mentre la squadra fa le valigie. Oppure di restare in un Maradona in cantiere per due campionati con un affitto destinato a salire. In nessuno dei due casi qualcuno ha spiegato cosa ci guadagna chi va in curva.

Intanto il campo non aspetta. Domani alle 20:45 c'è Monza-Napoli allo U-Power Stadium, con una squadra decima a 11 punti. Venerdì la UEFA dirà se il Maradona sarà uno stadio dell'Europeo, ed entro dicembre è attesa la decisione sull'area di San Giovanni a Teduccio. Lì si capirà se il Napoli e il suo stadio hanno ancora un futuro insieme.

Fonte: Il Napolista

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