Rizzetta, 2,2 miliardi e un fondo di tredici mesi: la domanda che manca è da dove arrivano i soldi
Del prezzo per il Napoli si parla da giorni. Di chi dovrebbe metterci i soldi quasi nessuno chiede niente, e su Underdog Global Partners è lì che bisogna guardare.

Di Matt Rizzetta e del Napoli si conoscono le cifre: 2,2 miliardi per l'offerta di cui si discute, i 2,25-2,26 miliardi su cui si è trattato in passato, gli 1,3 miliardi della proposta rivista. Chi dovrebbe metterli, quei soldi, resta invece senza risposta. È la domanda che manca. E viene prima di ogni discorso su tempi e modalità di pagamento.
Questo è quello che si sa di lui. Italoamericano, cresciuto nello Stato di New York, laurea in comunicazione alla Iona University, poi il marketing alla Sony. In seguito una holding che lui stesso chiama family office, anche se la famiglia è la sua. Nel 2025 nasce Underdog Global Partners: è il fondo con cui ha fatto l'offerta al Napoli e ha circa tredici mesi di vita. Un veicolo nato da poco più di un anno che punta a una delle società più importanti d'Italia, nell'anno in cui compie cent'anni.
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Il buco sta tutto qui. Il prezzo lo conoscono tutti, la provenienza del denaro no. In Italia sono usciti i nomi di Ariel Investment e di Apollo Sports Capital, ma fuori dall'Italia nessuno li ha ripresi. Non è un'accusa e non vogliamo che lo sembri. In Serie A però un precedente c'è già, ed è recente: 777 Partners al Genoa, un fondo che è collassato e un club che è stato ceduto. Chi tifa Napoli il 2004 non lo deve ricordare a nessuno, e proprio per questo ha il diritto di sapere chi c'è dietro una firma prima che venga messa.
La garanzia che resta è il presidente Per adesso a fare da filtro è Aurelio De Laurentiis. Pochi giorni fa ha detto che la due diligence non è mai cominciata. Prima aveva tagliato corto con «Il Napoli non è in vendita», poi ha corretto il tiro con «Io per il momento non ho deciso di vendere» e con un'aggiunta che in città ha fatto rumore: «se dovessi vendere venderei a un napoletano piuttosto che a un americano». L'avvocato Franco Gianni ha spiegato che con Rizzetta e Underdog Global Partners «si trattava su 2,25-2,26 miliardi» e che tutto si è fermato su tempi e modalità di pagamento. Non facciamo l'ufficio stampa del presidente, ma qui va detta una cosa: finché la trattativa si incaglia sulle garanzie di pagamento, il filtro sta facendo il suo lavoro.
Intanto Rizzetta in città si fa conoscere, e il Napoli Basket che vince gli porta popolarità. È qui che ci sorge un dubbio. Una piazza delusa da un ottobre così rischia di guardare a chiunque arrivi da fuori con una cifra a nove zeri come a una via d'uscita, e di saltare le domande che si farebbero a mente fredda. Una proprietà nuova non si giudica dalla simpatia o dai risultati di un'altra squadra. Si giudica da chi paga.
Il campo, del resto, non lascia tregua. Siamo decimi con 11 punti, la Roma è a 18, Inter e Lazio a 22, e nelle ultime tre partite abbiamo preso sette gol. Domani alle 20:45 si gioca Monza-Napoli all'U-Power Stadium, con Landucci in panchina perché Allegri è squalificato. Mentre la società discute di miliardi, la squadra deve tornare a fare punti in Brianza.
Fonte: Il Napolista



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