De Laurentiis rifiuta 2,1 miliardi per il Napoli: la famiglia spingeva per il sì
Un consorzio di investitori statunitensi guidato dal fondo Underdog Global Partners avrebbe offerto 2 miliardi e 100 milioni di euro per rilevare il club: otto mesi di contatti riservati, chiusi con un no del presidente.

Aurelio De Laurentiis avrebbe respinto un'offerta da 2 miliardi e 100 milioni di euro per cedere il Napoli. A presentarla, un consorzio di investitori statunitensi guidato dal fondo Underdog Global Partners (UGP): i contatti tra le parti sono andati avanti per otto mesi, in silenzio, prima di arenarsi sul rifiuto del presidente.
Il dettaglio che pesa di più è quello umano: il patron sarebbe stato tentato, mentre la famiglia avrebbe spinto per accettare. Filmauro, la holding che controlla il club, è per il 90% nelle mani dello stesso Aurelio De Laurentiis e per il 10% in quelle di Jacqueline Baudit, vicepresidente insieme a Edoardo De Laurentiis: sono gli stessi nomi comparsi sugli striscioni ostili spuntati a Castel Volturno e al San Paolo dopo il pareggio di Firenze, tra il 25 e il 27 settembre.
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La cifra rifiutata racconta da sola la distanza tra percezione e valutazioni ufficiali: il CIES stima il Napoli sotto i 900 milioni di euro, meno della metà dei 2,1 miliardi offerti dal fondo americano. Per uno che valuta il club con metodi finanziari standard sarebbe un affare da chiudere a occhi chiusi. Il presidente avrebbe detto no comunque, e secondo la ricostruzione non venderebbe a nessuna cifra.
È un rifiuto che va letto dentro la storia di chi lo firma. Aurelio De Laurentiis rilevò il titolo sportivo nel 2004, dopo il fallimento del club, ripartendo dalla Serie C1 come Napoli Soccer: più di vent'anni dopo quella ripartenza, il Napoli che gli viene chiesto di cedere per oltre due miliardi è lo stesso che ha vinto due scudetti negli ultimi quattro anni e ha chiuso la scorsa stagione al secondo posto con 76 punti.
Qui si apre la domanda scomoda che la piazza si pone da settimane, e che questa notizia rende ancora più stridente: una parte consistente della tifoseria chiede le dimissioni del presidente, arriva a definirlo "rimbambito" su uno striscione, eppure lo stesso presidente rifiuta una cifra monstre per restare al timone. Non sappiamo se sia convinzione nel progetto sportivo o attaccamento a qualcosa che ha costruito pezzo per pezzo: il materiale non ce lo dice, e non tocca a noi deciderlo al posto suo. Ma il contrasto tra chi lo vorrebbe fuori e lui che rifiuta miliardi per restare è il cuore vero di questa storia.
Sul campo, intanto, la squadra che vale tutto questo discorso di cifre resta nona in classifica con 7 punti in 5 giornate, e sabato alle 20:45 al Maradona affronta il Frosinone. È lì, non nei conti di un fondo americano, che si misura ogni settimana il mandato affidato da Aurelio De Laurentiis a Massimiliano Allegri.
Fonte: AreaNapoli


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