Mercoledì 28 ottobre 2026 · Serie ASito non ufficiale dei tifosi azzurri
Ultim'ora
SocietàRUMOR

Rizzetta scende a 1,3 miliardi, De Laurentiis vede gli Aponte a pranzo e a cena: il decimo posto è entrato nel prezzo del Napoli

La cordata americana non va più oltre i due miliardi rifiutati a marzo e ora parla di 1,3. A Ginevra il presidente ha incontrato due volte la famiglia Aponte, e la crisi della squadra pesa sulla trattativa.

Aurelio De Laurentiis
Aurelio De Laurentiis — Foto: Presidenza della Repubblica · Attribution

Settecento milioni in meno. È la distanza tra i due miliardi che Aurelio De Laurentiis ha rifiutato a marzo e gli 1,3 miliardi su cui si è fermata la cordata statunitense guidata da Matt Rizzetta. Dopo l'approccio dell'estate gli americani non vogliono più superare la cifra respinta in primavera. Hanno abbassato l'offerta, e la settimana scorsa tra le parti è calato il gelo.

La risposta del presidente è arrivata da Ginevra, dove gli incontri con gli Aponte sono stati due, uno a pranzo e uno a cena. Del vertice nella sede di MSC avevamo raccontato il tema dichiarato, cioè lo stadio da 70mila posti a San Giovanni a Teduccio. Il fatto nuovo è che quella giornata in Svizzera oggi viene letta anche come una contromossa a Rizzetta. Lo scenario che prende forma è un cambio di proprietà nei prossimi anni, ma verso la famiglia Aponte e non verso gli Stati Uniti. Resta un'indiscrezione, non un accordo, e va trattata così.

Leggi anche Rizzetta torna con 1,3 miliardi e un piano da polisportiva, ma De Laurentiis non vuole un ruolo simbolico

Per noi il passaggio più duro da leggere è un altro. De Laurentiis si sarebbe reso conto di non poter più aspettare, perché la crisi della squadra sta indebolendo la sua posizione di venditore. Detto in chiaro: il decimo posto con 11 punti dopo otto giornate, il peggior avvio dal 2009-10, non pesa più soltanto sulla classifica. Pesa anche sul prezzo.

Il campo e la trattativa, adesso, parlano la stessa lingua.

Due frasi e tre cifre

Pochi giorni fa il presidente diceva «Il Napoli non è in vendita», poi «per il momento non ho deciso di vendere». La seconda frase lascia aperta una porta che la prima chiudeva. Non facciamo processi alle intenzioni: De Laurentiis è il proprietario e ha tutto il diritto di decidere i tempi. Però intorno al Napoli le cifre cambiano da una settimana: 2,2 miliardi in discussione, una trattativa passata su 2,25-2,26, e ora 1,3. Di Underdog Global Partners ci chiedevamo già da dove arrivassero i soldi, e il ribasso non risponde a quella domanda. Ne aggiunge un'altra: delle due frasi del presidente, quale vale oggi?

C'è poi un rovescio che non ci piace. Se ogni punto perso fa scendere l'offerta, la stagione del Napoli diventa una variabile in una partita che si gioca a Ginevra e oltreoceano. È il momento in cui la piazza contesta Allegri, la difesa ha preso 17 gol in 11 partite e Badiashile e Spinazzola sono in infermeria. Il rischio è che il dibattito sulla proprietà copra quello sul campo, o peggio che lo condizioni. Chi costruisce e governa il club deve dimostrare che al centro c'è la squadra, non la valutazione.

Stasera alle 20:45 allo U-Power Stadium c'è il Monza di Juric, quindicesimo con 7 punti, e in panchina ci sarà Landucci al posto di Allegri squalificato. Il quarto posto, l'obiettivo dichiarato, è a nove punti: il Como lo tiene con 20. Domenica si va a Torino con la Juventus, mercoledì 4 novembre a Porto in Champions. Da stasera ogni risultato vale anche per la trattativa.

Fonte: CalcioNapoli24

La parola alla Curva

Nessuno ha ancora parlato
Tu che ne pensi?La discussione su questo pezzo comincia da qui: bastano due righe, e le leggiamo tutte.

Per commentare entra nella Curva — gratis, senza password.