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Højlund non segna dal 5 settembre e il Napoli vive dei gol di McTominay

Due reti in stagione per il centravanti arrivato con un investimento di circa 50 milioni. Dopo il 3-3 con la Roma il problema dell'attacco è sul tavolo di Allegri, a tre giorni da Monza.

Højlund con la maglia del SSC Napoli
Højlund con la maglia del SSC Napoli — Foto: store.sscnapoli.it

Højlund non segna dal 5 settembre. Ha 23 anni, il Napoli ha speso circa 50 milioni per portarlo qui e gli ha affidato l'attacco. In stagione ha due gol. Non bisogna cercare un colpevole dopo ogni partita, e noi non lo facciamo: ma il problema è evidente e va guardato in faccia.

Contro il Bodø/Glimt la squadra ha segnato quattro gol e lui è rimasto fuori dal tabellino. Contro la Roma ha lavorato, ha lottato e con un coast-to-coast ha costruito una grande occasione per Olivera. Poi, a nostro giudizio, ha sprecato un colpo di testa da posizione molto favorevole nel primo tempo. Per un centravanti non è un dettaglio. Oggi si misurano i movimenti, la pressione sui difensori, la partecipazione alla manovra, e va bene. Ma si gioca per un'altra cosa, e chi sta davanti deve farla, anche in modo impacciato.

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Il confronto che fa male

A pochi metri da lui gioca McTominay, che non è un centravanti. Dal rientro ha segnato quattro gol, tutti nelle ultime due partite: due al Bodø, due alla Roma, il secondo all'83' del 3-3. È il doppio dei gol di Højlund in molte meno partite. La differenza non sta solo nella mira, ma nel modo di stare in area: McTominay attacca lo spazio, aggredisce le seconde palle, si fa trovare dove il pallone può diventare pericoloso. Dal nostro punto di vista, lui il gol lo cerca e Højlund, per ora, aspetta che arrivi.

Il resto dell'attacco non toglie il problema. Politano partecipa e crea, ha servito l'assist del 2-0 a McTominay, ma segna di rado. Lang alterna intuizioni a lunghe assenze dalla partita. Giovane è titolare da tre partite e non ha ancora segnato. Quando la produzione offensiva dipende dagli inserimenti dei centrocampisti, quei gol servono a sostituire quelli che non arrivano, e non a integrarli.

Noi lo avevamo già scritto ad agosto: Højlund è un ottimo calciatore, probabilmente destinato a diventare un grande attaccante, ma ci sembrava rischioso consegnargli il ruolo senza una concorrenza credibile. Non era una bocciatura e non la usiamo oggi come rivincita. Però il campione è piccolo solo fino a un certo punto: il Napoli è nono con 11 punti e la Lazio capolista ne ha 22, non può aspettare che i numeri diventino statisticamente significativi.

Allegri ha promesso un Napoli più offensivo. Mercoledì alle 20:45 allo U-Power Stadium, contro un Monza a 7 punti, vedremo se la promessa passa dal centravanti o ancora una volta dalle spalle di McTominay. La domanda scomoda è questa: se Højlund deve giocare comunque, chi gli chiede conto dei gol?

Fonte: Il Napolista

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