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Allegri scopre il 4-2-3-1: la carta per tenere insieme De Bruyne, Vergara e Højlund

Nei giorni di Castel Volturno il tecnico ha provato anche la difesa a tre, ma per il Frosinone resta sul tavolo un modulo mai emerso finora: permetterebbe di schierare insieme i tre reduci dalle nazionali, tornati con una condizione diversa.

Massimiliano Allegri
Massimiliano Allegri — Foto: Original: Quirinale / Derivative work: Danyele · Attribution

La sosta per le nazionali non è servita ad Allegri solo a far rifiatare i big: l'ha usata per testare soluzioni a Castel Volturno, e tra gli appunti portati alla ripresa c'è un modulo che finora non era mai emerso in chiave Frosinone, il 4-2-3-1. Non ha abbandonato l'idea della difesa a tre provata in allenamento, ma la strada alternativa punta dritta a un problema preciso: come schierare insieme Kevin De Bruyne, Antonio Vergara e Rasmus Højlund, i tre che tornano dalle nazionali con una condizione e una fiducia diverse rispetto a prima della sosta.

Il test contro l'Avellino del 2 ottobre aveva già dato una prima risposta parziale: Allegri aveva confermato il 4-3-3, adattando Neres a mezzala, smentendo la settimana di indiscrezioni sulla difesa a tre con Di Lorenzo centrale. Il 4-2-3-1 che emerge ora è un terzo scenario, pensato apposta per non sacrificare nessuno dei tre a centrocampo-trequarti.

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Le ragioni ci sono tutte. De Bruyne ha chiuso la sosta con una doppietta nel 3-0 del Belgio sulla Turchia, pur rimediando un giallo che lo farà saltare la Nations League con la Francia. Vergara ha debuttato in Nazionale maggiore a Saint-Denis, circa mezz'ora in campo, risultando coinvolto nell'azione del gol di Bastoni nell'1-1 con la Francia. Højlund ha segnato nel 2-2 di Danimarca-Portogallo, prima del ko per 4-2, esultando come Cristiano Ronaldo. Tre segnali diversi, ma tutti nella stessa direzione: tornano a Castel Volturno con qualcosa da dimostrare in più, non in meno.

Qualità sì, equilibrio da trovare

Il punto non sarà tanto il sistema quanto l'interpretazione: servirà equilibrio, atteggiamento, capacità dei singoli di esprimere al meglio le proprie qualità. Con De Bruyne trequartista centrale e Vergara e Højlund a completare il reparto offensivo, il Napoli guadagnerebbe qualità e imprevedibilità, ma dovrebbe risolvere fuori dal possesso ciò che nelle ultime uscite ha fatto più male: tre volte quest'anno, contro Como, Inter e Fiorentina, gli azzurri sono passati in vantaggio e si sono disuniti nel giro di pochi minuti. Un modulo più offensivo, con meno protezione davanti alla difesa, rischia di accentuare proprio quel difetto se McTominay — la cui idoneità si deciderà il 6 ottobre dopo l'operazione al cuore — non sarà della partita.

Il Napoli è nono con 7 punti dopo cinque giornate, reduce dal pareggio di Firenze che ha allungato a due la serie di risultati utili ma non ha chiuso il discorso sulla classifica. Allegri ha cinque giorni per decidere: sabato 10 ottobre, ore 20:45 al Maradona, arriva il Frosinone, e la scelta tra 4-3-3, 3-4-2-1 e il neonato 4-2-3-1 dirà se il Napoli camaleontico esiste davvero o resta un'idea provata in allenamento.

Fonte: AreaNapoli

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