Difesa a tre, Allegri passa dall'emergenza alla scelta: otto nomi per tre maglie
Nelle prove di Castel Volturno in vista del Frosinone il tecnico ha più candidati che posti in ogni zona del reparto arretrato. Il modulo resta da confermare, la rosa a disposizione no.

Tre settimane fa Massimiliano Allegri contava i difensori uno a uno per arrivare a undici buoni. Oggi, nelle prove di difesa a tre a Castel Volturno in vista del Frosinone, il problema è l'opposto: tre posti, otto nomi.
Sulla destra la fila è lunga. C'è Beukema, già usato lì da Antonio Conte e, per i numeri della scorsa stagione, il miglior costruttore del reparto. C'è Di Lorenzo, ora impegnato con la Nazionale, marcatore naturale su quella fascia per corsa e tempi d'inserimento. C'è Marianucci, fermo da agosto per l'infortunio rimediato contro il Celta Vigo e il primo dei tre a essere tornato disponibile. E sulla stessa corsia il mercato non sta a guardare: è tornato di moda il nome di Dodò, anche se il dossier con la Fiorentina resta fermo.
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Al centro non si discute: Rrahmani ha lasciato la nazionale kosovara, ha avuto la sosta per rifiatare e ha appena prolungato il contratto fino al 2029. Se serve, in quella zona può scalare anche Badiashile.
A sinistra, nelle prove, c'è Rafa Marín, diventato per necessità il compagno più frequente di Rrahmani in questo avvio di campionato. Ma quella maglia era di Buongiorno, e tornerà sua quando il difensore sarà di nuovo a disposizione: il rientro, però, non è atteso prima dell'inizio del 2027. Nel frattempo c'è Badiashile, che aspetta di tornare in campo dopo i dieci minuti finali giocati a Milano contro l'Inter: può fare sia il braccetto sinistro che il centrale, e il Napoli lo paga bene — poco meno di McTominay, quanto Lobotka. Nel test di oggi con l'Avellino è uno dei sorvegliati speciali di Allegri.
L'ultima opzione è Olivera, anche lui ora impegnato con l'Uruguay: rientrerà a ridosso della sfida col Frosinone.
Il problema buono È un rovesciamento che fa discutere in positivo: dopo settimane in cui Allegri ha dovuto fare di necessità virtù, oggi ha scelta vera in ogni zona della difesa. Ma la scelta vera porta con sé una domanda scomoda — chi resta fuori, e perché — che la difesa a tre vista finora in allenamento non ha ancora risolto: resta, nelle parole di chi segue le prove, un'interpretazione teorica, un punto di partenza che il campo può cambiare partita per partita. Con il calendario di ottobre che si fa denso, quella rotazione non sarà un vezzo tattico ma una necessità, e la prima risposta arriva già sabato 10, al Maradona, contro il Frosinone.
Fonte: Il Napolista


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