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Cessione del Napoli: i 2,2 miliardi, una plusvalenza vicina al miliardo e la domanda che la piazza si porta al Monza

Sull'ipotesi di vendita del club si fa strada una lettura netta: per chi guarda il percorso imprenditoriale della famiglia De Laurentiis, più che di «se» si dovrebbe parlare di «quando». Con un'offerta da 2,2 miliardi attribuita a Rizzetta, rifiutarla sarebbe stato un errore.

Aurelio De Laurentiis
Aurelio De Laurentiis — Foto: Presidenza della Repubblica · Attribution

Il Napoli è a 11 punti, decimo, dopo un 3-3 con la Roma che ci ha lasciato in mano un 2-0 buttato via. Eppure l'argomento che si discute di più in questi giorni è un altro: chi sarà il proprietario del club. Il ragionamento che circola, e che a nostro avviso ha una sua linearità, è che a questo punto del suo cammino imprenditoriale sarebbe normale che Aurelio De Laurentiis valutasse l'idea di cedere. Non una questione di «se», ma di «quando».

Il perno è la cifra. Se l'offerta da 2,2 miliardi attribuita a Rizzetta fosse reale, rifiutarla sarebbe stato un errore. Nessuno può dire con certezza che quella somma sia stata davvero messa sul tavolo, ma il giudizio non cambia nemmeno a prescindere dalle dilazioni di pagamento, che nelle acquisizioni di aziende sono del tutto usuali. Il nodo dei tempi e delle modalità di pagamento è proprio quello su cui, secondo l'avvocato Franco Gianni, la trattativa è saltata: lui parla di un confronto su 2,25-2,26 miliardi, senza alcuna firma.

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Il club come asset principale

Il Napoli è l'asset più importante nel portafoglio della famiglia De Laurentiis. La capogruppo Filmauro ha fatturato 13 milioni nel 2025 e 8 nel 2024: davanti a quei numeri, la plusvalenza generata dalla cessione del club potrebbe sfiorare il miliardo. È un ordine di grandezza che fa capire perché la questione non possa essere liquidata con una battuta.

Sulle battute, però, c'è un punto da tenere fermo. La «rivelazione» di presunti arabi pronti a pagare 3,5 miliardi è una boutade: una cifra assurda per un club italiano, forse congrua per la fascia alta della Premier. Esagerare il valore della propria merce è l'abc di un abile venditore. Resta invece sul tavolo la distanza fra le posizioni note: il gruppo di Rizzetta aveva proposto 1,3 miliardi, De Laurentiis non scende sotto i 2 e ha detto chiaro che «Il Napoli non è in vendita».

Da tifosi, la domanda scomoda è un'altra. Dalla stagione scorsa, chiusa al secondo posto a 76 punti, a oggi, con il peggior avvio dal 2009/10 e un decimo posto, la piazza si chiede se il progetto sportivo sia ancora al centro dei pensieri di chi guida la società o se la testa sia già altrove. Non abbiamo elementi per dire che sia così, e non facciamo processi. Ma di fronte a una trattativa da oltre due miliardi, il silenzio della società sul futuro della proprietà pesa più di una risposta.

Intanto mercoledì alle 20:45 allo U-Power Stadium c'è il Monza, e in panchina ci sarà Landucci. Sul campo la proprietà è un'altra storia: lì si risponde con i punti, non con le cifre.

Fonte: CalcioNapoli24

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