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De Laurentiis apre alla cessione: «Chi paga i miei 25 anni di sforzi si faccia avanti»

Il presidente, a margine della cerimonia del Collare d'Oro al CONI, non chiude alla vendita del Napoli ma pone una condizione: trovare chi è davvero in grado di proseguire il suo percorso. Poi gli elogi ad Allegri e il commento sulla forma di De Bruyne.

De Laurentiis apre alla cessione: «Chi paga i miei 25 anni di sforzi si faccia avanti»
De Laurentiis apre alla cessione: «Chi paga i miei 25 anni di sforzi si faccia avanti» — Grafica Arena Napoli

«C'è qualcuno capace di pagare i miei sforzi di un quarto di secolo? Non lo so, ma se c'è si faccia avanti, poi verificheremo e valuteremo». Aurelio De Laurentiis scegie il TG5, subito dopo la cerimonia al CONI di Roma per il Collare d'Oro al Merito Sportivo dei cento anni del club, per tornare sul tema più delicato del suo mandato: la possibile cessione della SSC Napoli.

Non è una porta che si apre per la prima volta: un consorzio guidato dal fondo Underdog Global Partners avrebbe offerto 2,1 miliardi di euro dopo otto mesi di contatti riservati, e la famiglia avrebbe spinto per accettare. De Laurentiis disse no allora, e nell'intervista di oggi ribadisce la logica di quel rifiuto: a chi si facesse avanti chiederebbe prima «che garanzie darà ai nostri tifosi di continuare il percorso da me iniziato».

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Il peso di 25 anni e del nome Napoli

Il presidente rivendica una storia che parte da lontano: sono passati 25 anni dal suo primo interesse per il club, quando non riuscì a comprarlo con la prima offerta e dovette aspettare il fallimento del 2004 per rilevarlo. «Io quando sono arrivato, il Napoli non esisteva più. Ho preso dalle ceneri una denominazione e quindi l'avrei potuto chiamare Partenope. Per rispetto ai napoletani e al grande Maradona, l'ho continuata a chiamare Società Sportiva Calcio Napoli», ha detto, legando la cessione non a un prezzo ma alla garanzia di continuità.

Sul campo, De Laurentiis conferma la fiducia nell'allenatore scelto dopo l'addio di Antonio Conte a fine della scorsa stagione: «Allegri è un grande tutelatore di spogliatoio, sa amministrare bene tutti i calciatori, con lui si lavora in maniera perfetta». Un giudizio che arriva nei giorni in cui la piazza continua a interrogarsi sul gioco della squadra, ottava in classifica con 10 punti dopo sei giornate: il presidente blinda pubblicamente la panchina, mentre la contestazione si è fatta sentire più sui social e con gli striscioni che sulle scelte tecniche.

Il passaggio su Kevin De Bruyne arriva due giorni dopo la doppietta decisiva contro il Frosinone, chiusa con il gol del 94' su assist di Giovane: «L'inezione di fiducia nel calcio te la dà il gioco stesso, i tuoi tifosi. Lui in Belgio si è caricato, ha avuto gare di grande successo e abbiamo anche noi usufruito di questa sua forma». Parole che si incastrano con quanto emerso ieri sul fronte rinnovo: il club valuterebbe di attivare l'opzione che allungherebbe il contratto del belga, in scadenza il 30 giugno 2027, fino al 2028.

Resta il nodo di fondo che la piazza porta avanti da settimane: De Laurentiis parla di cessione nei giorni in cui i tifosi gli hanno dedicato striscioni contrari dopo il pareggio di Firenze, e lo fa con la stessa ambiguità di sempre — apertura di principio, condizioni che restano nella pratica sue. Il prossimo giudizio arriva stasera alle 21 all'Estadio de la Cerámica, dove il Napoli cerca il riscatto dopo la sconfitta dell'esordio in Champions League contro l'Arsenal.

Fonte: Spazio Napoli

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