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De Laurentiis su Rizzetta: «Già così ti presenti male». E sullo stadio: «Al Maradona farei un grande parco verde»

Il presidente racconta un anno di contatti con il gruppo dell'imprenditore italo-americano: i fondi presentati, la proposta da 2 miliardi da pagare in parte subito e in parte in tre anni, l'invito al palazzetto. Sullo stadio i due progetti vanno in direzioni opposte. Su Allegri dice: «Alle prime difficoltà non possiamo buttare il bambino con tutta l'acqua sporca».

Aurelio De Laurentiis
Aurelio De Laurentiis — Foto: Presidenza della Repubblica · Attribution

«Un anno fa il gruppo di Rizzetta mi chiese un incontro. Mi introdusse a un paio di Fondi che volevano comprare il club. Io, per testarli, chiesi un confronto tra i nostri uffici legali». Aurelio De Laurentiis ha cominciato da qui a raccontare i rapporti con Matt Rizzetta, nei 16 minuti concessi a Radio Kiss Kiss. Le garanzie che il presidente chiedeva non sono mai arrivate. A frenare non sono stati i soldi dei fondi americani ma il modo diverso di lavorare tra Europa e Stati Uniti, e nel calcio la distanza pesa più che nella pallacanestro. Poi c'è la proposta: «I 2 miliardi avrebbero voluto pagarli una parte subito e una parte in tre anni. Già così ti presenti male».

Il «Il Napoli non è in vendita» lo avevamo già riportato. La novità è il racconto degli ultimi giorni, fatto senza nascondere niente: «Rizzetta mi ha chiesto di venire allo stadio l'altra sera, perché non avrei dovuto ospitarlo?». E poi l'invito al palazzetto: «Da bambino giocavo a basket, ci andrò. E quando mi ha chiesto di nuovo del club, l'ho subito fermato».

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Dall'altra parte il progetto va avanti. Rizzetta, numero uno del Napoli Basketball, oggi rappresenta tre fondi diversi interessati a investire a Napoli. Uno di questi, Ariel Investments, la scorsa stagione era già venuto al Maradona con due dei suoi membri. Con la sua Underdog Global Partners lavorano anche l'italo-americano Joe Greco e l'italo-canadese Angelo Pasto, che nel calcio è già impegnato a Campobasso, un club che il gruppo proverà a cedere al miglior offerente nei prossimi mesi. L'obiettivo resta la polisportiva. Le distanze però sono nette: per De Laurentiis questo Napoli vale circa 2 miliardi, per gli americani poco più di uno.

Lo stadio è la vera partita

Il quadro potrebbe cambiare se nel pacchetto entrassero i permessi per costruire a Qualiano, dove andrebbe il centro sportivo, o a Napoli Est, dove andrebbe lo stadio. Qui le due visioni si dividono del tutto: «Io voglio fare lo stadio e sarà un grande impegno. Rizzetta accetterebbe il Maradona, io al Maradona farei un grande parco verde». I fondi vedrebbero bene lo stadio a Fuorigrotta: i recenti investimenti in vista di Euro 2032 e la volontà del Comune di aprire l'impianto a investimenti privati vanno in quella direzione, e Rizzetta ha ottimi rapporti con Manfredi. Secondo noi è questa la distanza vera, più dei miliardi: sono due idee opposte di dove debba giocare il Napoli. E la decisione sull'area di Q8 a San Giovanni a Teduccio è attesa entro dicembre.

Un ingresso di Rizzetta in società resta complicatissimo da immaginare, e De Laurentiis lo sa bene: «Matt è una persona che stimo, è un uomo d'azione, difficilmente potrebbe coesistere con uno come me, che non è abituato a condividere le decisioni se non con i collaboratori più stretti». Nella stessa chiacchierata però il presidente non esclude affatto di vendere: «Gli arabi mi offrirono 3 miliardi e mezzo di euro. Ma se dovessi vendere tra due, tre o quattro anni preferirei vendere a un napoletano». La porta è chiusa oggi, non per sempre. E una trattativa cominciata un anno fa ha appena chiuso il primo tempo.

Al campo De Laurentiis ha dedicato poche parole: «Restiamo sereni, recuperiamo gli infortunati. Abbiamo Allegri che ha esperienza: alle prime difficoltà non possiamo buttare il bambino con tutta l'acqua sporca». Chiamarle «prime difficoltà» ci sembra generoso. Dopo 7 giornate siamo decimi con 10 punti e tre sconfitte, a -9 da Inter e Lazio. La società stessa ha legato la posizione di Allegri a due verifiche: il Bodø/Glimt, vinto 4-3 con tre gol presi, e la Roma. Alla vigilia della seconda, il presidente ha parlato molto più di proprietà che di squadra.

Domani alle 18 al Maradona arriva la Roma di Gasperini, terza con 17 punti. Lì si vedrà se la serenità chiesta dal presidente ha qualcosa su cui poggiare.

Fonte: Il Mattino

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