Allegri resta, con un triennale da 6 milioni netti senza clausole: la telefonata di De Laurentiis dopo Torino
Dopo il faccia a faccia con la squadra per l'atteggiamento del secondo tempo all'Allianz Stadium, il presidente ha chiamato l'allenatore per sostenerlo. La società sta con Allegri e scarica la tensione sui giocatori, ma segue da vicino le prossime partite.

Contro il Porto Allegri torna alla difesa a tre, una scelta obbligata perché non ha a disposizione nessun terzino della rosa: davanti a Meret giocano Beukema, Rrahmani e Rafa Marin. A centrocampo Gilmour fa il regista, con McTominay e Anguissa ai lati, mentre Politano e Lang agiscono da esterni a tutta fascia, un ruolo nuovo per l'olandese. In attacco Giovane e Lucca si giocano il posto accanto a Hojlund. De Bruyne e Vergara partono dalla panchina, in una squadra ridotta a 14 giocatori di movimento.
Allegri non è in discussione, almeno per ora. Dopo il 2-0 di Torino, Aurelio De Laurentiis ha telefonato all'allenatore per dargli sostegno. La società ha scelto una linea chiara: fiducia nell'allenatore e una «frustatina» ai giocatori. A blindarlo c'è il contratto firmato in estate, un triennale senza clausole da 6 milioni netti. Fino al 30 giugno 2029, nero su bianco.
La telefonata è arrivata dopo una domenica che Allegri ha vissuto da squalificato. In panchina c'era Marco Landucci, mentre lui guardava dagli spalti, ed è lì che è cominciata la sfuriata. A fine partita è sceso nello spogliatoio e l'ha portata a termine davanti alla squadra: un faccia a faccia severo, con l'accusa di aver giocato senza cattiveria e la critica all'atteggiamento del secondo tempo. I numeri gli danno ragione: 18 tiri della Juventus contro 7, un solo tiro azzurro nello specchio, 13 calci d'angolo a 4. Il 51% di possesso non ha prodotto niente.
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Il presidente guarda all'infermeria
Il presidente, oltre a sostenere l'allenatore, è preoccupato e perplesso per i tanti infortuni che continuano a colpire gli azzurri e che condizionano scelte e prestazioni. È una preoccupazione legittima: a Porto mancheranno Lobotka, Neres, Badiashile, Spinazzola, Buongiorno, Favasuli e Alisson Santos, mentre Di Lorenzo e Olivera non sono nemmeno partiti. Ma la domanda va fatta, e va fatta alla società: un'infermeria così piena a inizio novembre è soltanto sfortuna? Ci sono la preparazione, la gestione dei carichi e una rosa costruita in estate. Chi risponde di tutto questo non sono i giocatori a cui oggi tocca la frustata.
Anche la scelta di caricare tutto sulla squadra lascia qualche dubbio. Che Allegri pretenda più cattiveria è giusto. Ma l'obiettivo che si è dato è il quarto posto, e oggi il Napoli è ottavo con 14 punti dopo 10 giornate, a 9 punti dal Como quarto e a 14 dalla Lazio capolista. Inter, Roma, Milan e Juventus, le nostre pari-grado, sono tutte davanti. Dopo due scudetti in tre stagioni, la piazza non misura il lavoro di un allenatore sulla durezza delle sue parole nello spogliatoio.
La fiducia, poi, ha una scadenza che nessuno scrive. La proprietà seguirà attentamente le prossime gare e il messaggio di fondo è uno solo: i risultati sono sovrani. Un contratto senza clausole protegge l'allenatore sulla carta. In campo lo protegge solo quello che la squadra fa.
Gli azzurri sono già in Portogallo. Domani alle 21 all'Estádio do Dragão c'è il Porto, che in Champions ha perso tutte e tre le partite giocate ma in campionato ne ha vinte dieci su dieci. Il nostro percorso europeo dice Napoli-Arsenal 0-1, Villarreal-Napoli 3-1 e Napoli-Bodø/Glimt 4-3. Domenica alle 12:30 al Maradona arriva la Lazio capolista, e Allegri tornerà in panchina dopo le due giornate di squalifica.
Dopo Torino, la squadra ha già sentito la voce di Allegri. Domani si vedrà se l'ha ascoltata.
Fonte: CalcioNapoli24



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