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Allegri alla vigilia della Juventus: «Siamo indietro, dobbiamo sistemare la classifica». Rrahmani e Anguissa con l'influenza, Lobotka fuori sei settimane

Per Allegri la sfida di domani alle 20:45 all'Allianz Stadium è «uno scontro diretto tra due squadre che sono indietro in classifica». Dà sei settimane per Lobotka e un'influenza che tiene in dubbio Rrahmani e Anguissa. Sul punto debole della squadra non gira intorno: «In alcuni momenti della partita ci manca la fase difensiva».

LIVE 12:30 | La conferenza stampa alla vigilia di #JuventusNapoli
LIVE 12:30 | La conferenza stampa alla vigilia di #JuventusNapoli — Foto: SSC Napoli (canale ufficiale)

Sei settimane. Sulla caviglia di Lobotka, finora, c'erano solo i giornali che non si mettevano d'accordo. Adesso il numero lo dà Allegri: «Abbiamo perso Lobotka che è un giocatore importante, dovrebbe rientrare in circa 6 settimane, per fortuna il piede non è rimasto in terra». Alla vigilia di Juventus-Napoli c'è anche una novità che cambia il quadro di Rrahmani e aggiunge un dubbio: un virus influenzale gira nello spogliatoio e ha colpito il numero 13 e Anguissa.

Sul centrale, l'allenatore spiega: «Ha avuto un'influenza nei giorni scorsi, ieri ha fatto allenamento, oggi vedremo come sta. Se oggi sta abbastanza bene gioca, oppure giocheranno uno tra Marianucci e Beukema». Per Anguissa vale la stessa attesa: «Ieri stava meglio, vedremo come sta oggi, se sta bene gioca». Il peso di Rrahmani lo dicono i numeri: con lui il Napoli prende tra 0,69 e 0,72 gol a partita, senza di lui circa 1,7. Senza Lobotka in regia, perdere anche Anguissa toglierebbe a Torino un'altra gamba al centrocampo. Per il dopo sosta Allegri conta di recuperare Spinazzola, Neres e Favasuli, mentre «Alisson è ancora un po' indietro».

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La difesa, finalmente detta

Il passaggio più interessante è quello in cui Allegri ammette ciò che la piazza gli rimprovera: «Nelle ultime partite abbiamo segnato parecchio, ma abbiamo subito anche parecchio, dobbiamo fare meglio la fase difensiva e gestire meglio il possesso palla». I conti gli danno ragione: tra Bodø/Glimt, Roma e Monza abbiamo segnato 11 gol e ne abbiamo presi 7, con il 4-3 in Champions e il 3-3 al Maradona. Anche a Monza, nel 4-1, abbiamo lasciato dodici tiri a una squadra rimasta al 35% di possesso. E aggiunge: «Questa squadra ha un ottimo tasso tecnico, deve migliorare nella gestione della palla quando siamo in vantaggio». La diagnosi è giusta, ma dopo nove giornate si aspettava una cura, e a chi allena tocca trovarla.

Poi c'è la frase che dice di più sul suo modo di vedere il momento: «In questo momento deve regnare l'equilibrio, bisogna stare zitti e lavorare. Siamo indietro in classifica, dobbiamo sistemare la classifica». Sulla classifica non c'è niente da obiettare: siamo settimi a 14 punti, a -11 da Inter e Lazio e a -6 dal Como quarto. Il resto non convince fino in fondo. Allegri dice che gli obiettivi sono «rimanere tra i primi posti, superare il turno di Champions e restare in corsa per la Coppa Italia». Un elenco ordinato, di uno che vuole tenersi le mani libere. Pochi giorni fa Højlund aveva chiesto di «vincere qualcosa». La differenza di linguaggio tra spogliatoio e panchina resta, e la piazza la sente.

Sulla Juventus Allegri, che ci ha passato dieci anni («mio figlio vive ancora a Torino»), avverte: «A livello mediatico la danno per squadra morta, ma la Juventus difficilmente muore». Dice che ce la troveremo «ferita e arrabbiata», reduce dal 2-0 di Genova e in ritiro alla Continassa. Ricorda anche che è stata «allestita per lottare per le prime quattro posizioni». È un giudizio che pesa anche su di noi: questa partita ce la giochiamo alla pari, per rosa e per punti, a 14 a testa.

Lui domani non sarà in panchina: tocca ancora a Landucci, per la squalifica. Allegri chiude rimandando i conti a marzo, «quando le vittorie serviranno per centrare gli obiettivi». Noi i conti li facciamo prima: domani alle 20:45 all'Allianz Stadium chi vince si lascia dietro l'altra, e mercoledì ci aspetta il Porto al Dragão.

Fonte: AreaNapoli

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