Senza Lobotka, tre strade per la regia: Gilmour, la diga Anguissa-McTominay o l'azzardo Marianucci
La caviglia sinistra dello slovacco tiene in ansia il Napoli alla vigilia della Juventus, e il club non ha dato tempi di recupero. Allegri ha tre modi per riempire il buco davanti alla difesa, e nessuno è una copia di quello che perde.

Il vuoto si è aperto al 17' dello U-Power Stadium, quando Lobotka è uscito in barella e al suo posto è entrato Gilmour. Il resto lo sappiamo: 4-1 al Monza, poi la diagnosi di trauma contusivo-distorsivo alla caviglia sinistra, nessuna data di rientro e un Landucci che non ha girato intorno alla cosa: «Temiamo di averlo perso per un po'». Per Juventus-Napoli, domenica alle 20:45 all'Allianz Stadium, il numero 68 è in dubbio. E il problema non è chi mettere al suo posto: è che nessuno in rosa gioca come lui.
Lobotka è l'uomo che tiene il pallone quando arriva la pressione e che esce dalle zone strette palla al piede. In una squadra che dopo 9 giornate ha già preso 11 gol in campionato, il regista non serve solo a impostare: serve a non perdere palloni davanti alla propria area. Per questo la scelta di chi lo sostituisce peserà prima di tutto sulla fase difensiva.
Gilmour, la soluzione naturale che cambia il ritmo La prima strada porta all'ex Brighton, l'unico in rosa con caratteristiche da vertice basso. A Monza ha giocato quasi tutta la partita da lì. Ma Gilmour non è Lobotka: preferisce il lancio lungo e la verticalizzazione immediata alla gestione corta, e senza palla si muove in modo diverso. La struttura del centrocampo resterebbe la stessa, il ritmo no. È la soluzione più prudente, ed è anche la più onesta con quello che la squadra ha fatto finora.
La seconda strada l'abbiamo già vista con la Roma: niente regista classico, Anguissa e McTominay in mediana a fare da schermo, De Bruyne a inventare tutto sulla trequarti. Sulla carta è il Napoli più fisico e più pericoloso negli inserimenti: con la Roma ha segnato Anguissa in rovesciata e McTominay ha fatto doppietta. Ma va detto anche come è finita quella sera. Eravamo avanti 2-0 dopo il gol di McTominay al 48', poi Soulé al 69' e Balerdi al 74' l'hanno ripresa, e dopo il 3-2 all'83' è arrivato il 3-3 di Balerdi all'89'. Una mediana di muscoli che subisce tre gol in casa non è una diga. Riproporla a Torino, contro la Juventus, sarebbe una scommessa sul talento di De Bruyne più che una scelta di equilibrio.
Poi c'è la terza ipotesi, la più remota: Marianucci davanti alla difesa. Il difensore ex Empoli ha cominciato la carriera da centrocampista prima di essere arretrato, e Rrahmani e lui hanno appena rinnovato fino al 2029. Sarebbe una mossa da emergenza vera, e l'emergenza in difesa c'è già: Badiashile e Spinazzola sono fuori, Buongiorno è operato al menisco e atteso a gennaio. Togliere un centrale per metterlo in mediana vorrebbe dire spostare il problema da un reparto all'altro.
La nostra lettura è semplice. La piazza chiede da settimane un Napoli più coraggioso e più solido dietro, e le due cose insieme non stanno nella stessa formula. Gilmour garantisce ordine, Anguissa-McTominay garantisce gol e rischi. A Monza la ripresa ha detto che questa squadra sa attaccare, i dodici tiri concessi al Monza dicono che non sa ancora difendersi. Con Allegri in tribuna per la seconda giornata di squalifica, la risposta tocca alla panchina di Landucci, all'Allianz Stadium, domenica alle 20:45. E mercoledì c'è il Porto.
Fonte: AreaNapoli




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