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Allegri stavolta non si chiude: la ripresa di Monza è il metro per la Juve

Nel secondo tempo il Napoli ha risposto a chi lo accusa di accontentarsi, con tre gol e due cambi offensivi sul 3-1. In difesa però non ha risposto: domenica serve quella squadra per novanta minuti.

Monza-Napoli Quattro gol non chiudono il dibattito su Allegri: il nodo resta dietro
Monza-Napoli Quattro gol non chiudono il dibattito su Allegri: il nodo resta dietro — Grafica Arena Napoli

La critica che la piazza fa ad Allegri è precisa: la squadra passa in vantaggio e poi smette di giocare. Il primo tempo di Monza le ha dato ragione. Dopo l'1-0 di Höjlund al 10', servito da Di Lorenzo, il Napoli ha tenuto il pallone senza chiudere la partita. Al 43' Varela, su assist di Robinson, ha pareggiato. È proprio l'attaccante che il club era venuto a guardare dal vivo. Il vantaggio è durato trentatré minuti e il Napoli l'ha perso a ridosso dell'intervallo: è già successo troppe volte, e chi contesta l'allenatore lo sa bene.

La ripresa ha raccontato un'altra squadra, e va detto senza girarci intorno. In avvio Politano ha rimesso avanti il Napoli, poi al 62' ha servito a Marín il 3-1. La scelta che conta è arrivata un minuto dopo: col risultato in mano, Allegri non ha coperto il vantaggio e ha messo dentro De Bruyne e Vergara. Quattro minuti dopo De Bruyne ha segnato su assist di Lang. I tre gol della ripresa sono arrivati in diciannove minuti, dal 48' al 67'. Chi chiede coraggio stavolta l'ha visto, e l'ha visto proprio nel momento in cui di solito il Napoli si abbassa.

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Questo però non chiude il discorso sulla difesa. Il Monza ha avuto il 35% del possesso e ha comunque tirato dodici volte, cinque nello specchio. Il portiere del Napoli ha dovuto fare quattro parate, una in più di quello avversario. In nove giornate di campionato il Napoli ha preso undici gol, e nelle due partite precedenti a questa ne aveva presi sei, fra il 4-3 col Bodo Glimt e il 3-3 con la Roma. A Monza ne ha subito uno solo, ma le occasioni concesse non lo raccontano come una squadra che ha risolto il problema. Le assenze di Badiashile e Spinazzola pesano, ma non bastano a spiegare tutto.

La classifica va letta per quello che dice, senza farci sopra conti che a ottobre non hanno senso. Il Napoli è sesto con 14 punti, gli stessi della Juventus. Il Milan è a quattro punti, la Roma a sette, Lazio e Inter a undici. Sono tre risultati utili di fila, ma lo stacco dalla testa è il dato che pesa di più per una piazza che dopo due scudetti in tre stagioni considera il vertice il suo posto naturale.

Domenica alle 20:45 all'Allianz Stadium c'è la Juventus, una delle squadre con cui questa stagione va misurata, e mancherà Neres. Il punto è semplice: il secondo tempo di Monza deve diventare il modo di giocare del Napoli, non un'eccezione. Se all'Allianz si rivede la squadra che segna e poi aspetta, il dibattito su Allegri ripartirà da dove era rimasto. Se invece si rivede quella delle ripresa, con la difesa che non concede dodici tiri, la vittoria di Monza avrà detto qualcosa di vero.

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