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De Bruyne non arretra su ordine di Allegri: la tensione del secondo tempo a Villarreal

Nella ripresa della sconfitta per 3-1 in Champions League, il centrocampista belga avrebbe ricevuto dalla panchina l'indicazione di restringere il proprio raggio d'azione e non l'avrebbe seguita: un episodio che si aggiunge alle parole durissime di Politano nel post partita.

De Bruyne con la maglia del SSC Napoli
De Bruyne con la maglia del SSC Napoli — Foto: store.sscnapoli.it

Il 3-1 subito ieri a Villarreal lascia in eredità al Napoli più di un risultato da digerire. Nella ripresa della gara di Champions League, mentre la squadra di Allegri si faceva rimontare dopo il vantaggio di Rrahmani all'8', dalla panchina sarebbe arrivata un'indicazione precisa per Kevin De Bruyne: restringere il proprio raggio d'azione, probabilmente per dare più equilibrio a un centrocampo già in affanno. Il belga non l'avrebbe fatto, continuando a muoversi con la libertà che gli è sempre stata concessa.

Un dettaglio che, da solo, potrebbe sembrare normale dialettica di campo. Ma arriva in un contesto già incrinato: al 23' un retropassaggio di Politano aveva favorito il pareggio di Mikautadze, e proprio il vice capitano nel post partita si era assunto la responsabilità dell'episodio, aggiungendo un giudizio pesante sull'intero gruppo — «ci manca lo spirito di squadra». De Bruyne, secondo quanto risulta, sarebbe apparso a sua volta insofferente per gli errori dei compagni nel corso della partita, in particolare nel tratto che ha visto Mouriño completare la rimonta al 26' e Oluwaseyi chiudere i conti all'86'.

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Il quadro che emerge va oltre la tattica: ci sarebbero nodi aperti anche nello spogliatoio, non solo sul campo. Non è un dettaglio da archiviare in fretta, perché arriva a una squadra che da due giornate di Champions League è ferma a zero punti, dopo lo 0-1 d'esordio con l'Arsenal e ora il 3-1 di Villarreal.

C'è un paradosso in questa storia. De Bruyne è l'uomo che tre giorni prima, contro il Frosinone, aveva deciso la partita con un gol su rigore al 29' e il sigillo al 94' su assist di Giovane: il giocatore più determinante della rosa di Allegri in questo avvio di stagione. Ed è anche il giocatore sul cui futuro il club sta lavorando da settimane, con De Laurentiis che valuterebbe di attivare l'opzione per prolungare il contratto fino al 2028 e aggiungere bonus legati a presenze e gol per arrivare al 2029, mentre lo stesso Allegri avrebbe spinto per tenerlo fino alla fine del proprio mandato. Chi è così centrale nei piani, anche a parole, e che la panchina non riesce a far rientrare in uno schema tattico nel momento in cui la partita si complica, racconta una gestione che fatica a tenere insieme campo e spogliatoio.

Non è un caso isolato nella settimana azzurra: la gestione dei rapporti di forza a centrocampo è lo stesso tema che da giorni tiene banco sul fronte McTominay, con il rinnovo fermo dal 1° ottobre e le critiche piovute sulla società per come la vicenda è stata condotta. Il Napoli arriva così a sabato con più di un fronte interno da ricucire, non solo da rivedere sul piano dei risultati.

La squadra torna in campo sabato 17 ottobre alle 15 al Penzo contro il Venezia, ultimo in classifica e appena passato dall'esonero di Stroppa. Sarà la prima occasione per Allegri di dimostrare, coi fatti e non con le dichiarazioni, che il gruppo risponde ancora alle sue indicazioni — a cominciare da quelle che si danno dalla panchina.

Fonte: Spazio Napoli

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